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Ecco come si fa condivisione, e se lo so fare io…lo potete fare anche voi…:-)

Made with Padlet

La nostra Repubblica compie 75 anni, ma forse ne ha solo sette…

Settantacinque anni dalla nascita della Repubblica, ma ancora mancano all’appello gli italiani. Che fatica ragazzi essere un popolo che non vuole nascere….

Ma Battiato non è morto…lui semplicemente vive…

Mai un cantante mi ha fatto sentire grata ad una musica tanto quanto ha saputo fare Battiato. In vita pochi lo hanno capito, anzi, spesso è stato calunniato e deriso, per la sua diversità umana, per il suo essere sempre e solo se stesso, a costo di diventare scontroso o persino insostenibile.

Musica, arte e spiritualità poco hanno a che fare con la politica, che infatti non l’ha voluto tra i suoi battitori. Peggio per lei, che ha pensato di perderlo. Del resto prima di lui lo stesso Socrate fu disprezzato e mandato persino a morire…Nulla di nuovo sotto il sole degli ipocriti e dei falsi.

Battiato, infine, vive, vive verso quello spazio che ha saputo e voluto riconoscerlo.

Tutto il resto è nullità. E lui lo sapeva che era nulla, oltre il tempo, la malattia, la vecchiaia, il dolore e la solitudine… Ciao Franco, ciao amico caro, ciao anima libera e leggera…

E’ solo questione di algoritmi, ma poi la luce sarà luce ovunque e la morte sarà solo polvere di nessuna importanza, di nessun colore, di nessun odore.

Purtroppo abbiamo rovinato tutto…

Lo capiremo troppo tardi. Purtroppo è finito il tempo. Se non è finito non ne abbiamo più molto. A forza di fare del mondo ciò che abbiamo voluto, la specie umana sarà sempre meno protetta dalle infezioni animali e il mondo animale ha preso il sopravvento sulla specie umana, non per colpa degli animali, ma solo per colpa del nostro disprezzo nei loro confronti e nei confronti della natura. Anzichè imparare a costruire un sistema armonioso che lasciasse alla ragione umana un ruolo di guida, abbiamo permesso che l’impulso animale fuori controllo ci abbia prevaricato. Non vedo come ne potremo uscire, tra politiche divise, collassate e prossime al fallimento globale.

Si salvi chi può, mi verrebbe da dire….

Avremo sempre più paura di incontrare le persone, mascherina e gel diventeranno la normalità, quando ci sentiremo fuori pericolo comparirà l’ennesima variante che ci obbligherà a ripetere la vaccinazione, che avrà un effetto placebo che poi verrà annullato da nuove complicazioni.

Le categorie sociali stanno cominciando a ribellarsi, i genitori contro la chiusura delle scuole, i lavoratori contro la perdita del lavoro, le associazioni contro la perdita del diritto di associarsi, i politici contro il diritto dello stato d’emergenza di sopperire alla loro inutilità, i giovani contro il loro diritto di essere giovani…

Vorrei tanto sbagliarmi, peccare di pessimismo, speriamo di stare esagerando, ma i segnali non sono incoraggianti.

Nulla sta funzionando più come dovrebbe funzionare. I vaccini tardano, i soldi arriveranno troppo tardi, la bomba sociale non si fermerà…

La normalità è stata schiacciata, e in parte ognuno ha messo del suo.

Tutti i cittadini che non hanno mai pagato le tasse, tutti i partiti che hanno sempre e solo pensato alle loro poltrone, tutte le aziende che hanno sempre pensato solo al loro profitto, tutte le famiglie che hanno insegnato ai loro figli a non avere rispetto dell’autorità a prescindere e che conta solo essere furbi, tutti i preti che hanno scelto di fare quello che fanno per ragioni non di fede, tutti i professionisti che hanno scelto di fare quello che fanno senza un’etica morale, tutti i giovani che hanno deciso di cullarsi nella loro indifferenza dandosi la scusante di essere troppo giovani, tutti i magistrati che hanno obbedito a logiche di potere e non a logiche di giustizia, tutti gli anziani che hanno deciso di continuare a stare in questo mondo senza dignità e senza decoro, …c’è bisogno di aggiungere altro?

Chi si salva? Forse i bambini.

O i governi delle maggiori democrazie mondiali si rendono subito conto del rischio a cui stiamo andando incontro, tutti quanti nessuno escluso, e decidono di fare un’operazione coordinata di cambio di rotta, o aspettiamoci il peggio. Che è quello che ci siamo meritato.

Spettacolo Etna, libero, naturale, free covid…

Funerali di Stato per due cittadini eccellenti

I funerali dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, Roma, 25 febbraio (Cecilia Fabiano/ LaPresse)

Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci. Non si sono tirati indietro nel momento del sacrificio; a dire il vero, non sapevano di andare a morire quel maledetto giorno nella sperduta foresta del Congo. Per loro poteva essere una giornata come tante altre, in zone pericolose per scopi umanitari. Ma non è stato così: il destino aveva battuto le ore, e dettato la loro fine.

Lasciano una moglie con tre meravigliose bambine, da una parte; una futura sposa e dei genitori inconsolabili, dall’altra.

E poi un intero Paese che si è stretto intorno a loro con tutto l’orgoglio possibile, il silenzio straziante e il picchetto d’onore di un intero corpo militare.

https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Congo.-I-funerali-di-Stato-per-Attanasio-e-Iacovacci-uccisi-in-congo-9213b814-e3b2-4c39-bf1c-8c8d1a2fb033.html

Ecco come la Didattica non si è mai fermata

Si è tanto parlato di didattica a distanza o didattica integrata che poi è diventata didattica mista…. dicendo che funziona e poi che non funziona e poi che va annullata e poi che per fortuna non si è mai fermata e poi e poi e poi…

Cara società, vi assicuro che è tutto vero: esiste, funziona, ha fatto il suo dovere e lo sta ancora facendo. Ancora oggi metà studenti sono in classe e metà sono a casa, dietro al pc, impossibilitati ad andare a scuola per mancanza di mezzi di trasporto sicuri.

Con questa emergenza pandemica il corpo insegnante ha dovuto nel giro di una sessione riformarsi, ha imparato a comunicare a distanza, ha imparato a trasformare l’idea di scuola e di lezione, ha imparato a progettare i nuovi tempi e le nuove forme dell’apprendimento, ha imparato a riscoprirsi importante.

Che gli insegnanti fossero importanti loro già lo sapevano, era la società ad averlo dimenticato, questa società che ha fatto di tutto per umiliarli, destrutturarli, mortificarli fino ad annullare il loro peso e il loro valore.

E’ ancora così, dopotutto. Si è visto quel che è successo alla categoria medica, prima elogiata e santificata, poi subito dopo dimenticata e rimessa all’angolo.

Gli insegnanti non credono più nello Stato, non credono più nella politica e nelle sue ennesime promesse da strapazzo. Ci sarà l’ennesima riforma che promette trasformazioni e innovazioni, e possiamo essere certi che ci saranno, ma soprattutto in chiave punitiva e riduttiva, burocratica e legata sempre al risparmio della spesa pubblica.

Ma ormai cosa possiamo fare di peggio ai nostri figli? A settembre le scuole saranno ancora vuote, elemosinando insegnanti che forse non avranno voglia di spostarsi dal sud al nord per una cattedra a rischio di pandemia, o per un concorso a rischio di sospensione, o per una supplenza di poco tempo che non garantisce nessuna certezza a persone che vorrebbero farsi una famiglia, costruirsi un futuro…

No, non cambierà nulla, se non che il ministro Brunetta probabilmente troverà il modo di penalizzare ancor di più i precari già da sempre penalizzati…ridicolizzando la loro figura che praticamente vale meno di un operaio specializzato.

I sindacati ripeteranno la solita solfa, cioè che il Concorso non andava fatto come è stato progettato, e che gli insegnanti non sono lavoratori stagionali come i lavoranti della raccolta dell’uva, e che e che e che…è il solito disco rotto costruito ad arte.

Però gli insegnanti, quelli veri, quelli che sanno fare il loro mestiere, e sono tanti, non si dimenticheranno mai di questo anno speciale, dove il loro lavoro è stato trasformato fin nel midollo, e dove il tempo scuola è diventato di 24 ore e di sette giorni su sette, dove si è imparato a usare parole vecchie e ritrite come INCLUSIONE, COOPERAZIONE, INTERAZIONE, CREATIVITA’ , PROGETTAZIONE, COMPETENZE TRASVERSALI , MERITOCRAZIA …mettendole finalmente in pratica…

Ben rinata SCUOLA, e lunga vita allo spirito insegnante, nonostante la sua società…

Omaggio al grande immenso Ennio Morricone

“Io Ennio Morricone sono morto”, questo l’incipit del testo che, ha sempre spiegato Assumma, è stato ritrovato dai famigliari e scritto dal Maestro prima della caduta che lo avrebbe portato alla morte. “Lo annuncio così, a tutti gli amici che mi sono stati vicini ed anche a quelli un po’ lontani, che saluto con grande affetto. Impossibile nominarli tutti”. Poi passa in rassegna solo alcuni amici tra i più cari, tra il quali “Peppuccio” così chiamava Giuseppe Tornatore, le sorelle, i figli “spero che comprendano quanto li ho amati” . Ma l’ultimo saluto, il più struggente, è al suo grande amore Maria, la moglie, compagna di una vita. “A Lei rinnovo l’amore straordinario che ci ha tenuto insieme e che mi dispiace abbandonare. – conclude il Maestro -. A Lei il più doloroso addio”.

Il necrologio

 

 

 

 

 

Sarai sempre con noi oltre di noi, oltre il mondo tutto.

Ciao, Maestro, e arrivederci.

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E’ finita la voglia di ridere

La gente comincia ad avere problemi