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Il Davide di Michelangelo vola a Dubai…ma l’originale è solo nostro…

Il David di Michelangelo rappresenterà l’Italia al prossimo Expo mondiale di Dubai del 2021, il capolavoro sarà l’icona di una nuova rinascita mondiale dopo la catastrofe del Covid-19. 

L’Italia della Prima Repubblica

L’ITALIA DELLA PRIMA REPUBBLICA

Cosa è destinata a diventare l’Italia dopo gli eventi della fine della  guerra del ’45?

PALMIRO TOGLIATTI   prende in mano la situazione della RESISTENZA COMUNISTA, anche se in questo momento il partito comunista italiano prende gli ordini direttamente da Mosca, nel senso che essendo membro del COMINFORM  ha l’obbligo di rendere conto al direttivo  sovietico.

Di questa dipendenza a Mosca nessuno sapeva, saranno successivamente le carte a dirlo, una volta che verranno rese pubbliche, ossia molti decenni dopo.

ALCIDE DE GASPERI è a capo della DEMOCRAZIA CRISTIANA che da  ex  PARTITO POPOLARE DI IMPRONTA RELIGIOSA  guidato da DON STURZO   si è evoluto in partito laico ed autonomo, ovviamente sostenuto dal Vaticano ed appoggiato dal ceto medio moderato.

Lo stesso Togliatti si mette a capo del PARTITO COMUNISTA, che nasce dalla eredità di Gramsci che nel frattempo era morto appena uscito dal carcere per una specie di amnistia.

Il PARTITO SOCIALISTA    nasce già diviso tra massimalisti  e riformistii, i primi  a favore dell”uso della  violenza, i secondi  contrari.

Una minoranza è rappresentata dal gruppo elitario di GIUSTIZIA E LIBERTA’ che fonda il PARTITO D’AZIONE,  e  sono  gli eredi di PIERO   GOBETTI che si era sacrificato nel nome dell’  antifascismo della prima ora.

Un’altra minoranza è rappresentata  dal PARTITO LIBERALE, ossia gli eredi di CROCE, di EINAUDI, di tutta quella piccola intellighenzia  italiana che aveva rappresentato la nascita del Manifesto antifascista e tutto un modo di resistere a suon di carta stampata   più che di azione fisica.

Una terza minoranza è rappresentata  dal PARTITO REPUBBLICANO, che però rimane fuori dal governo, in quanto  la Repubblica deve ancora nascere ed ancora è in vigore la Monarchia con lo Statuto Albertino.

Il re tanto discusso dell’ultima ora abdica in favore del figlio  Umberto I nella speranza illusoria  di ripulirsi l’immagine, e si va a votare il referendum per scegliere tra LA REPUBBLICA O LA MONARCHIA. Per la prima volta votano anche le donne a suffragio universale.

I risultati danno 12 milioni di voti per la Repubblica e 10 milioni per la Monarchia. Il sud e i contadini votano per lo più per il re, essendo per  costituzione  legati alla tradizione  e ad un’idea feudale di mondo, mentre il centro nord vota per lo più per il cambiamento, essendo voti di una piccola media borghesia urbanizzata pronta a vedersi proiettata nella modernità.

Nasce il GOVERNO BONOMI, CON L’ASSEMBLEA COSTITUENTE  che lavora al tavolo dal ’46  al dicembre ’47. Il gennaio 48 viene proclamata la CARTA COSTITUZIONALE ITALIANA, che è il manifesto liberale e democratico del libero pensiero che rinasce dalle ceneri del fascismo e della dittatura.

Nel frattempo, dopo la fine della guerra, i partigiani erano stati invitati a consegnare tutte le armi, cosa che non fecero. Molti di questi cercarono la vendetta personale, e seguirono una serie di delitti e di ingiustizie anche feroci  perpetrate a danno di famiglie che erano state fasciste, con la solo colpa d’essere state dalla parte dell’avversario.

PARRI, ex capo della Resistenza rossa  e   candidato  a ministro della Giustizia , viene scavalcato da De GASPERI, più moderato e meno direttamente coinvolto, insieme a Togliatti.

Di fronte al rischio di una seconda guerra civile  che avrebbe rovinosamente allungato il tempi della ricostruzione, il governo decide per l’AMNISTIA DI TUTTI I CRIMINI DI GUERRA, commessi sia da parte fascista che da parte comunista.

Emerge nel caos senza fine delle cose nascoste  la volontà di mettere una pietra tombale  sulle responsabilità del fascismo come della violenza rossa perpetrata per via privata e non per via legale.

Alle prime elezioni regolari della prima Repubblica prende  molti voti il PARTITO DEL QUALUNQUISMO, detto così perchè rappresentava l’uomo qualunque, l’uomo di strada che chiedeva di tornare ad avere una vita NORMALE.

Il Partito socialista vede la sua  prima grande crisi, con la scissione interna tra   i soliti rivoluzionari ed il NEO PARTITO SOCIAL DEMOCRATICO diretto da SARAGAT.

Ma il Partito vincitore è senza dubbio quello della Democrazia cristiana, con a capo De Gasperi, che va negli USA  per uno storico incontro che entra nelgli annali.

In questo incontro dichiara l’adesione al Patto Atlantico e chiede aiuto economico a quel Paese che lui vede come amico e solidale, ma deve farlo vincendo le fortissime resistenze che lo riguardavano; infatti il ministro   era al tavolo dei Paesi democratici in rappresentanza non di se  stesso ma del suo Paese, un paese che era stato AGGRESSORE, NEMICO  E FASCISTA.

Supera a pieni voti la prova, ottiene 1.500.000.000 di dollari di aiuto, più di quanto chiesto,  e sarà grazie a questa vittoria politica  che il nostro Paese riuscirà a superare gli anni della ricostruzione e della miseria totale.

La stessa classe politica che opera in quegli anni è povera, De Gasperi deve chiedere in prestito un cappotto per potersi presentare   in maniera dignitosa davanti al Parlamento   di chi l’Italia in definitiva l’aveva liberata.

Poi si può fare il pelo e il contro pelo a tutte queste semplici affermazioni,  si può aggiungere che siamo diventati un paese satellite degli americani, si può dire che   le operazioni di giustizia mancata hanno lasciato un Paese lacerato nel profondo…; tutto quanto predetto   però, non può essere negato in se stesso.

 

I primi passi dell’Italia unificata

Lo storico GIORGO ALDO RUMI sostiene in merito l’unificazione d’Italia   che,  a differenza di tutti gli altri Paesi, con il suo risorgimento   anziché risolvere molti problemi preesistenti ,  purtroppo  se  ne  trova a doverne affrontare molti di nuovi.

I CONFLITTI determinati dall’unificazione possono essere così elencati:

 

IL BRIGANTAGGIO nel sud che obbliga l’intervento straordinario della  LEGGE  PICA o legge marziale

L’IMPOVERIMENTO DEL SUD che si trova accollati   i debiti del Piemonte

L’AVVERSIONE DEI SINGOLI COMUNI non abituati ad una logica amministrativa accentrata

IL PROBLEMA DEI TANTI DIALETTI che pone il problema della lingua comune e di una necessaria e urgente  alfabetizzazione

LA QUESTIONE ROMANA che doveva definire il ruolo della Chiesa dentro L’ITALIA unificata

 

La liberazione di Roma avviene   con l’ingresso dei Bersaglieri che entrano dalla BRECCIA DI PORTA PIA.

Il Papa PIO IX era praticamente  protetto da un cospicuo esercito volontario  di ZUAVI, voluto proprio dal Papa  dopo l’unificazione d’Italia, ma il Papa stesso   ordina di non usare la violenza, quindi impone la resa.

Lo Stato emana la LEGGE DELLE GUARENTIGIE, ossia delle garanzie che offre al regno del papato. Dette garanzie tutelavano la figura del Papa  visto come un sovrano, la figura dei vescovi visti  come dei Principi, una sovvenzione annuale  anche a fini pensionistici a beneficio degli stessi, e naturalmente la garanzia dei loro Palazzi.

Tutto questo viene rifiutato e il Papa si dichiara PRIGIONIERO IN CASA PROPRIA  e chiede l’intervento dei suoi alleati francesi. In questa circostanza maledice il re profetizzando la fine prossima della sua discendenza (cosa che in effetti accadrà con la fine del secondo conflitto).

Il Papa rifiuta la proposta perché metteva la Chiesa in una posizione di sudditanza, e non di parità legale nei confronti dello Stato.

Questa problematica verrà risolta solo da Mussolini  con il CONCORDATO, nel 1929 (il Papa lo definirà “l’uomo della Provvidenza…”), che finalmente   darà alla Chiesa il suo preciso riconoscimento  giuridico (fascismo a parte). Il Concordato subisce una variazione nel 1984 per opera  del Parlamento  dove il Cattolicesimo   viene declassato da religione di stato a religione tra le tante.

Politicamente  parlando   sono quattro le possibili posizioni dello Stato nei  confronti della Chiesa:

  • Di netta SEPARAZIONE come è negli Usa
  • Di netta COLLABORAZIONE come avviene nel CONCORDATO in Italia
  • Di netta supremazia dello Stato sulla Chiesa, come avviene nel GIURISDIZIONALISMO
  • Di netta supremazia della Chiesa sullo Stato, come avviene nei paesi TEOCRATICI

LE LEGGI  SICCARDI del 1950  che si prolungano fino al 1961, nello spirito di separazione tra Stato e Chiesa,  avevano indebolito il potere ecclesiastico togliendo una serie di antichi privilegi, allineando   la legislazione piemontese  che si era fermata al Libero Stato in Libera Chiesa,  a quella degli altri paesi europei; in quelle leggi … :

  • Viene abolito il FORO ECCLESIASTICO
  • Viene abolito il DIRITTO D’ASILO che prima riguardava i luoghi sacri come i monasteri
  • Viene tolta L’IMMUNITÀ ECCLESIASTICA
  • Vengono istituite REGOLE DI ACQUISTO RISERVATE AGLI ENTI MORALI, ossia sotto l’aspetto giuridico conta solo l’agire dello Stato

La conseguenza è che si diffonde   un forte contrasto tra Stato e Chiesa.

Nel 1874 si arriva alle ELEZIONI PER IL PARLAMENTO ITALIANO e i cattolici chiedono al Papa indicazioni di voto. La risposta del pontefice è inequivocabile: ordina il NON EXPEDIT cioè il comando  di non partecipare alle  elezioni.

Nella logica restrittiva verso la Chiesa,  vengono CHIUSE LE CONGREGAZIONI religiose contemplative, cioè dedite alla sola preghiera. Alcuni monasteri vengono requisiti per diventare ospedali pubblici o Istituti al servizio dello Stato. I Vescovi per esercitare dovevano avere il PLACET dello Stato, e questo succede per esempio  al vescovo BALLERINI che non può esercitare perché non riceve suddetto beneficio.

Nonostante tutte queste restrizioni, il mondo religioso si organizza per opera di alcuni suoi vescovi o sacerdoti di buona volontà,  come accade a DON  COSTANTE  MATTAVELLI che esercita in Lombardia nella anonima cittadina di Carate Brianza.

Dal marzo 1901 al mese di aprile 1903 DON MATTAVELLI riesce a fondare con la collaborazione dei fedeli e nell’ottica del liberalismo cattolico  la SOCIETÀ OPERAIA DI MUTUO SOCCORSO, con lo scopo di assistere L’OPERAIO in caso di malattia o infortunio; poi istituisce la COOPERATIVA DI CONSUMO e la CASSA RURALE DEPOSITO E PRESTITI, finalizzata a garantire il credito ai contadini che non possedevano nulla e non potevano avere mutui dalle banche. È in questa circostanza che si ha in Italia  la prima forma di MICROCREDITO. Alle banche ordinarie si sostituiscono   le banche sotto forma di CREDITO COOPERATIVO, e si diffondono le COOPERATIVE, a tutela del mondo dei lavoratori.

Attraverso la COOPERATIVA DI CONSUMO acquista una serie di beni di prima necessità come il LARDO, LA FARINA, IL RISO, LE SALSE, LA LANA ecc in quantità industriale, avendo così un forte risparmio.

In Italia le COOPERATIVE si distinguono tra Bianche e Rosse, le prime cattoliche soprattutto nel nord, le seconde socialiste, soprattutto nel centro/sud.

Infine incoraggia i cittadini a iscriversi nelle liste elettorali del loro comuni, comprendendo l’importanza di partecipare attivamente  alla vita politica.

In tutta risposta viene segnalato dal vescovo come un prete sovversivo, visto il NON EXPEDIT del Papa, e per questo allontanato.

Continua…

 

 

 

Prima Guerra Mondiale

Fin dall’inizio la guerra non andò secondo le previsioni…e l’ipotesi di un GUERRA LAMPO si rivela un fallimento.

1914 In Belgio i tedeschi, violando la sua neutralità, trovano una certa resistenza, mentre   i russi intervengono in PRUSSIA E GALIZIA, e  già  in ottobre  la guerra di movimento si trasforma in guerra di trincea che significa guerra di macello, perchè l’uso innovativo delle mitragliatrici falcidia i soldati che escono dalla loro postazione, senza permettere avanzate.

GUERRA DI TRINCEA significa quindi  guerra di logoramento, di massacro, dove le truppe vengono messe a durissima prova; molti soldati impazziscono, ricorrono all’autolesionismo oppure al suicidio.

LE BATTAGLIE PRINCIPALI si possono  così riassumere: LA BATTAGLIA DI VERDUN che si rivela un massacro di uomini per una conquista irrisoria; LA BATTAGLIA DELLA SOMME lo stesso, un massacro di uomini e poco guadagno; LA BATTAGLIA DI PASSCHENDAELE ancora uguale, un massacro e nessun guadagno.

A questo punto si cerca di portare lo scontro sul mare, ma anche qui con poco successo.

L’Inghilterra cerca di opporre il BLOCCO NAVALE, per impedire l’arrivo di cibo alla Germania; la Germania risponde con una GUERRA SOTTOMARINA  che arriva all’affondamento del LUSITANIA, una nave che portava molti passeggeri STATUNITENSI. Questo disastro crea un risentimento americano verso i tedeschi.  Gli  USA DECIDONO DI SCHIERARSI   a fianco dell’intesa.

Solo sul fronte orientale la guerra rimane guerra di  movimento , tuttavia a seguito dell’ARRETRATEZZA dell’esercito RUSSO, la Russia  subisce molte perdite e si genera un forte MALCONTENTO POPOLARE..

Quando nel 1917 esplode poi la RIVOLUZIONE INTERNA CON LA STRAGE DEL SISTEMA ZARISTA, la Russia decide di uscire  dal  conflitto, che abbandona con gravi perdite di territori, sotto la guida stessa di LENIN rientrato dell’esilio e messo  a guida dei BOLSCEVICHI.

Nel frattempo nei BALCANI entrano in scena I GIOVANI TURCHI che si schierano con AUSTRIA E GERMANIA.

Purtroppo L’IDEA in sé  positiva di creare uno stato laico e non più  teocratico sottomesso alla legge della sharia  si scontra con la volontà  di eliminare FISICAMENTE LA MINORANZA ARMENA. Sono i TURCHI a sterminare milioni di Armeni, generando  il termine GENOCIDIO,  o con la violenza fisica  o con l’isolamento, abbandonando in territori ostili  donne anziani e bambini senza cibo e senza nessuna possibilità  di sopravvivenza.

Ancora oggi la Turchia nega questi fatti, con il NEGAZIONISMO DI STATO, per ragioni soprattutto pratiche, altrimenti dovrebbe RISARCIRE le vittime di quel disastro.

BATTAGLIA DI GALLIPOLI, CADUTA DELLA SERBIA, QUESTIONE ARABA E …..FRONTE ITALIANO

Sul fronte italiano si combatteva ormai una guerra senza motivazione, dove dilaga il DISFATTISMO, la voglia di disertare e un comando autoritario che manda a morire i suoi uomini senza saperli motivare alla lotta.

Si arriva in questo modo alla disfatta di  CAPORETTO, e tutto per colpa del GENERALE CADORNA.

Cadorna viene destituito e al suo posto viene nominato il generale  ARMANDO DIAZ.

Finalmente la situazione in quel momento disperata si rovescia; DIAZ riesce a motivare i soldati, promette la fine della guerra e una riforma agraria  che avrebbe dato un futuro ai  contadini.

AVVIENE IL MIRACOLO DELLA  BATTAGLIA DEL PIAVE, e finalmente si arriva alla fine della guerra.

testi/cinema utili di approfondimento

le poesie di Ungaretti, che da interventista diventa poeta della guerra e antimilitarista

La grande guerra di Monicelli  e La masseria delle allodole (sul genocidio armeno)

RIFLESSIONI

Il primo conflitto mondiale costa circa 8 milioni di morti, 21 milioni di feriti e 7 milioni di dispersi…

In questa guerra vengono mandati minorenni arruolati come carne da macello

Gli uomini al fronte e le donne rimaste in città fanno la parte degli uomini lasciata vuota. Questo  determina l’unica nota  positiva del conflitto, cioè l’emancipazione femminile di fatto e la nascita del movimento delle Suffragette, ossia le donne che chiedono il diritto di voto femminile  accanto al suffragio maschile.

Altra nota di merito è data anche dal fatto che uomini del sud e uomini del nord si trovano a combattere e a spesso morire l’uno accanto all’altro, e questo va  a  creare un’unità di popolo  e una coscienza nazionale  che prima mancava.

La guerra fu guerra tecnologica e non solo di semplice fanteria. Causa una serie di mutamenti nella società e nella gestione dello Stato; per esempio, in campo alimentare fu imposto il RAZIONAMENTO DEL CIBO e la semina di prodotti agricoli funzionali a sfamare le truppe; in campo industriale si sviluppò l’industria metallurgica e meccanica funzionale all’ARMAMENTO BELLICO; tutto il sistema economico in generale viene  pianificato in funzione della guerra, la stessa informazione viene pilotata verso l’arruolamento volontario dei giovani, e viene proibito ogni dissenso che potesse gettare discredito sul ruolo  dei politici allora al governo.  Quando le cose sembrano potere arrivare alla conclusione, lo stesso Turati rimasto sempre contrario al conflitto decide di partecipare per accelerare l’arrivo dei trattati di pace.

I TRATTATI DI PACE

Vengono guidati dall’imparzialità del Presidente americano WILSON, con la rappresentanza dei paesi vincitori, ossia Usa, Inghilterra, Francia e Italia. Purtroppo il PATTO SEGRETO di LONDRA non viene riconosciuto come valido, soprattutto alla luce del principio che ASSERIVA IL PRINCIPIO DI SOVRANITA’ DEI POPOLI  liberi di decidere a quale paese appartenere.

Si parla di guerra MUTILATA cioè di avere combattuto una  guerra dolorosissima senza neanche avere portato a casa il beneficio per cui si era combattuto. In questo clima nascerà il risentimento italiano che porterà al fascismo.

I trattati di pace vedono anche nascere   L’Organizzazione  delle Nazioni unite (ONU), che però nasce già con gravi dissensi interni.

Da parte dei francesi emerse un sentimento di VENDETTA verso la Germania sconfitta, che vollero imporre alla nazione tedesca condizioni ASSURDE ED IMPOSSIBILI, tali da determinare in sè quella che sarà la ragione prima dell’esplosione del secondo conflitto. La Germania perde enormi possedimenti e viene condannata a pene economiche gravissime ed umilianti.

Questa tesi viene sostenuta da un grande economista,  JOHN  KEYNES, che  collaborerà  alla riforma del sistema capitalistico  durante la crisi del ’29, riuscendo a risanarlo  senza distruggerlo. Il principio keynesiano di fondo è quello di CREARE LAVORO  grazie al MASSICCIO INTERVENTO DA PARTE DELLO STATO.  In questo frangente non viene ascoltato ma addirittura accusato di essere filotedesco.

 

 

Umberto Eco

Umberto Eco  nasce il  1932  e muore il  2016.  Passa alla storia come il filosofo/semiologo  dell’inganno, della comunicazione mascherata ed equivoca. Come già anticipato è sostenitore del pensiero debole, del pensiero critico  e pessimista, ma nella sua vita si è occupato di tutto, cinema, letteratura, accademia,  televisione, musica, spettacolo,  giornalismo,  fumetti, politica, bibliofilia e   traduzione.  Si impone alla notorietà  con la pubblicazione del suo  primo  romanzo Il nome della rosa, una storia  di delitti  oscuri ambientata nel medioevo dentro un ambiente monastico che viene con maestria dissacrato intorno al tema emblematico del riso ( inteso come voce del verbo ridere). Il libro diventa un best seller e finirà per essere da Eco  detestato a morte, perchè nessun romanzo a lui succeduto  potrà più  replicare  e competere con questo.   Emerge da subito il suo stile innovativo, controcorrente, sperimentatore e  conoscitore del   sistema dominante.

Per caso entra nei circuiti televisivi della Rai, che diventerà  per lui come una seconda casa e dove   arriverà a ricoprire un ruolo fondamentale nella sua carriera di uomo pubblico, versatile  e di critico/rinnovatore.  Il filosofo dichiara in più interviste di avere assistito a un progressivo declino della   qualità della comunicazione, che  nel tempo tutto è andato peggiorando e scadendo nel contenuto  e nella sostanza.  Leggi di odiens  la fanno da padrone sulle priorità contenutistiche  che vengono soffocate e sacrificate al dio denaro. L’avvento del digitale non ha contribuito  per se stesso a migliorare le cose, con la differenza che l’ignoranza di pochi è semmai diventata l’ignoranza di  molti, di quelli che non si fermano a riflettere e a leggere i messaggi nascosti/da decifrare.

Una delle emergenze che il filosofo denuncia è la totale assenza di memoria da parte soprattutto delle nuove generazioni; i giovani vivono dentro un circuito mediatico dove  regna il caos generale, la consumazione dell’attimo,  e sono venute a mancare le coordinate di fondo che ogni essere umano in quanto membro di una Storia  collettiva  in evoluzione   dovrebbe come minimo conservare. In pratica, i giovani non sanno collocare episodi storici fondamentali non solo nel giusto anno/periodo storico ma persino disconoscendone  le coordinate  di riferimento.  E’ come  avere in casa un letto a  testa in giù, una scala che non può essere nè salita nè scesa, insomma, un nulla di fatto.

Prima priorità quindi è Recuperare la storia e le sue coordinate fondamentali.  Per fare questo è importante avere un buon libro di testo ( in questo caso sia di storia che di filosofia),  che sia ricco di immagini come di sussidi audiovisivi e multimediali,  perchè e noto che aiutano l’apprendimento.  Lo studio della storia/filosofia   è contemporaneamente studio della geografia, ossia del mondo inteso nella sua spazialità e nella sua conformazione  territoriale, è ovvio.  No ai sussidi  rigidi, che seguono pedissequamente il programma, che si prefiggono di essere una specie di vangelo assoluto (e nello specifico critica il Lamanna). Il testo deve avere la funzione di avvicinare, incuriosire, stimolare, porre domande, alle quali l’alunno deve provvedere a dare le proprie risposte, altrimenti   la didattica viene persa di vista e perde in efficacia.  Eco non si lascia nemmeno  sfuggire   le potenzialità del multimediale in termini di ricaduta gnoseologica/apprenditiva, e si fa sperimentatore di nuove teorie della narrazione proprio grazie all’uso dei media,  oltre che un grande  sostenitore dell’open source e un grande entusiasmato   lettore di wikipedia, giusto per citare una delle maggiori fonti  editoriali  mediatiche.

Si pone contro i luoghi comuni che decide di combattere e di cui la scuola e non solo è ricolma;  è un pensatore fortemente europeista, ma curiosamente scopre la bellezza europea  solo dopo un suo viaggio in Usa; dall’altra parte dell’oceano   si accorge che gli americani guardano all’Europa come ad un gioiello a cui tendere  e verso cui ispirarsi, perchè  sanno che loro vengono da qui, e sanno che loro sono un nostro prolungamento, anche se poi hanno preso delle caratteristiche  proprie. E poi  siamo noi europei che dall’esterno ci rendiamo conto di quanto  in casa nostra   si  abbia molto di più che all’estero  non può essere trovato.

Anche se il  mondo è diventato  globale  non si deve perdere lo studio dei classici che secondo Eco devono rimanere testi OBBLIGATI.   Difende la  funzione dell’Erasmus  ed incoraggia l’avvento di una lingua condivisa dentro una realtà multilinguista   che dovrebbe diventare polilinguista.  Se i giovani odiano i classici è solo colpa  dei docenti che non hanno saputo trasmettere la loro insostituibilità.  Sappiamo  quanto Eco stesso fosse una grande conoscitore del Medioevo e quanto lui stesso sia stato uno studioso della classicità.  E poi ricordare il passato significa potere avere un futuro migliore.  Ma cosa ricordare?  e cosa selezionare dentro il mare magnum della rete che passa di tutto tra cui la stessa spazzatura   della sub cultura dominante?   Come sapere riconoscere un testo falso da uno  da  conservare?  Non lo si può fare senza prima averlo letto, e quindi è importante creare il senso critico che ci può proteggere dalla cattiva  comunicazione.

La prima cosa che va insegnata ai giovani è di leggere, qualunque cosa anche i fumetti vanno bene; un uomo che legge ne vale almeno  due.  Il momento della lettura dura tuttala vita, è un viaggio meraviglioso e personale, che ognuno può costruirsi come meglio crede.  I media aiutano nella diffusione del sapere, ma solo se ci facciamo i capitani di questo  cammino. Dentro questa diffusione della buona cultura  la televisione ha occupato ed occupa un ruolo di primo piano. Con il maestro Manzi  gli italiani  hanno imparato  a leggere e a scrivere(giusto per fare un esmpio);  avevamo una tv che faceva bene ai poveri e male ai ricchi, che molti ci invidiavano, come  altre cose che abbiamo nel tempo mandato alla deriva.

Oggi abbiamo una tv che fa male ai poveri e bene ai ricchi,    che intanto  i mezzi per formarsi li vanno a reperire altrove.   Popper ha molto scritto sulla teoria del complotto e come già detto altrove   ha molto  scritto del come fare buona televisione; esisterebbe una congiura che si adopera perchè tutto questo non  accada, ma di dette prove conplottiste   non è mai stato trovato molto. Semplicemente se un programma è cattivo bisogna sapere spegnere la tv, e diventare   critici cioè capaci di scegliere.   Insomma,  è ammesso cambiare idea.    Lui stesso che da giovane aveva frequentato le fila dell’Azione cattolica, studiando Tommaso d’Aquino perde la fede (secondo Eco  fortunatamente) e si rende conto  dell’inganno che alberga dietro  questo modo   errato di   credere. Sempre  senza con questo voler dare degli idioti alle intelligenze  religiose  che hanno il diritto di conservare il loro pensiero. L’alternativa alla cattiva tv (come alla cattiva fede)   può essere l’uso  critico della rete (come l’uso critico della fede).

Tornando al tema   del complotto,   sono esistite ed esistono forme di complotto conosciute,  anche editoriali;   la  più celebre tra tutte  riguarda la pubblicazione dei Savi di Sion, un testo che non ha nessun fondamento storico e scientifico, ma solo quello diffamatorio e propagandistico a  danno degli ebrei. Ma  non bisogna fare la fine di quello che urla Al lupo al lupo per ogni nonnulla;  il giorno che il lupo arriverà per davver nessuno più ci crederà.   La stessa rete è ricolma di teorie complottiste contro tutto e contro tutti, ma non per questo  bisogna darci credito.    Umberto Eco sostiene che in questo modo si perde di vista il  vero problema.  Una teoria complottista vera  prima o poi si rivela tale, mentre se tale volesse   rimanere, con i mezzi di segretamento e depistaggio esistenti,    non ci sarebbe verso di sventarla.    E poi c’è il complotto su ordinazione che ha lo  scopo di spostare il focus da un punto reale   verso un punto deviato.  Insomma, non mancano le bufale ed i complottisti di professione che devono  ricevere  il tempo  che   meritano. C’è tutta una letteratura che gioca sull’equivoco, sulle coincidenze, sulle supposizioni, sulle patologie  psichiatriche  di lettori paranoici e schizofrenici. Il filosofo dedica anche molto tempo al legame esistente tra  la cultura di massa e l’uso dei mass media nel periodo fascista,   dove passavano attraverso i programmi  e le immagini   selezionate i valori verso la tradizione, il rifiuto del modernismo, il culto dell’azione per l’azione, la paura delle differenze, l’appello alla frustrazionw  delle classi medie , lo stesso tema  del complotto, il machismo  e  il populismo qualitativo. Un uso mediatico della tv  praticamente mai uscito di scena.

In generale    è  risaputo che le buone notizie non vendono, sono le tragedie che fanno cassa, è la passione per il gossip, il pettegolezzo, l’ingiuria, il delitto, il malaffare, il malcostume,  il sospetto verso chi ci vive accanto…finendo per dominare sul buon senso  che   la macchina del fango  distrugge, inquina, corrompe, delegittima, discrimina. Dentro tutto questo al buon lettore  non rimane che la speranza che il buon giornalismo sopravviva. Lo  stesso gioco linguistico dell’alluccinazione e dell’inganno viene spesso usato anche da Eco nei suoi scritti, dove dichiara di divertirsi  a far dire ai suoi personaggi le cose più assurde,  dove però rimane  evidente che si sta facendo un gioco   rocambolesco,   dove si avvisa che  non bisogna credere  a nulla, dove si insegna  a  rimanere con le orecchie e gli occhi  bene aperti…

Alla fine emerge una grande considerazione da  parte di Eco per il nostro  mondo  Italia, che  non ha un sistema paese, che non ha un’unità di popolo, ma è ricco di  persone geniali  che tutto il mondo ci invidia e che molto hanno dato alla storia  del pensiero.  Per fare un esempio, il nikilismo ha attraversato sia l’Italia che la Germania, con la differenza che in Italia Leopardi ne ha fatto un motivo per essere migliori, la Germania lo ha preso per se stesso ed ha prodotto il nazismo. Insomma, noi avremo molte pecche  ma  abbiamo una forza straordinaria  che ci spinge a  risorgere meglio degli altri dalle varie catastrofi e prove di  resistenza.  E  nonostante noi stessi si sia ricchi  di delitti eccellenti e per nulla inventati, a partire dal caso Mattei, il caso Pinelli, Papa Luciani, Aldo Moro, Ambrosoli, Sindona,  Dalla Chiesa, Borsellino e Falcone,  Mafia capitale…tutti argomenti  fatti su misura per istigare le teorie complottiste  dove la realtà supera la fantasia.

Giuliano  Ferrara, il giornalista, accuserà Eco di fomentare l’odio e di essere di parte, trascurando l’insegnamento liberale di Kant, che avrebbe studiato  ma non compreso.  I suoi studenti invece lo adorano, lo ammirano e lo inseguono,  perchè Eco potrà essere criticato per la sua personalità diciamo senza dubbio partigiana (tutti gli uomini di carattere finiscono per esserlo),   ma   sempre senza dubbio  espressione  di  se stesso, genuinamente amante del dialogo diretto e senza velature,  lui che gli imbrogli li lasciava tutti  nelle parole dei suoi personaggi. Non si contano le onoreficienze  italiane  e    straniere da lui ricevute, le collaborazioni accademiche e le cittadinanze onorarie.   E poi nessuno ci vieta di seguirlo sul suo stesso cammino, rendendogli la stessa pariglia e lo stesso  sagace umorismo.

Regno di Italia

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Restaurazione e Rivoluzione

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Goldoni

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