La filosofia antica

La FILOSOFIA nasce nel mondo greco, prima con la presocratica, poi con la sofistica contro la quale si schiera Socrate, e quindi con l’ellenistica.
TALETE, ANASSIMANDRO, ANASSIMENE, PITAGORA, ERACLITO E PARMENIDE, EMPEDOCLE, ANASSAGORA E DEMOCRITO sono i grandi autori che cominciano a farsi domande sull’origine del mondo, sul senso delle cose, sul senso della vita, su come la filosofia che già nasce con la parola metafisica per potersi distinguere dalla fisica, potesse dare il suo contributo alla qualità della vita.
Per lo meno, è ovvio che stiamo parlando di una certa branca del sapere, che non ha nulla a che vedere con il pensiero orientale o di altri parti del mondo, quel pensiero che noi Occidente ereditiamo e facciamo nostro.
Pitagora è entrato nell’immaginario collettivo per il suo pallino del NUMERO, che lui vede come l’unico segno di perfezione possibile, addirittura rivestendolo di un significato religioso. Da Pitagora seguirà da un lato la celebrazione della MATEMATICA come sapere perfetto, e anche la tendenza ad unire il mondo dei numeri al mondo del mistero e della magia.
Eraclito è diventato celebre per il suo PANTA REI, e per la teoria del DIVENIRE, diventando il primo sostenitore del TUTTO SI TRASFORMA, ineluttabilmente. Di visione pessimistica, viene associato al pianto. Può essere considerato il padre dello stoicismo.
Parmenide viene considerato il padre del dualismo essere e non essere.
Empedocle il padre della chimica.
Anassagora il padre dello spiritualismo.
Democrito è il primo a sostenere che tutto è fatto di materia, e che la forma di materia prima è l’atomo. In altre parole è il fondatore dell’atomismo che significa materialismo, da cui deriva la negazione dell’esistenza dell’anima in quanto corpo immateriale e un modo di guardare alla realtà che è fatto di meccanicismo. Viene considerato il padre della fisica. Di visione ottimistica, viene associato al riso. Considerato il padre dell’epicureismo.
I due autori significativi della sofistica saranno PROTAGORA e GORGIA. Possiamo vedere in Protagora il primo umanista del pensiero, colui che asserisce L’UOMO COME MISURA DI TUTTO. Gorgia è più celebrale, meno pragmatico, già intuisce la precarietà del vero, del certo, dichiarando come sola cosa certa la sola INCERTEZZA.
Con l’Ellenismo le due scuole di pensiero dominanti, cioè lo stoicismo e l’epicureismo, si rincorrono, la prima elogiando l’arte del sopportare senza lamentarsi e del vivere in maniera equilibrata, fino a perseguire l’atarassia; la seconda elogiando l’arte del rifuggire il dolore, cioè il controllo delle passioni fino alla giusta via di mezzo.
Dopo i due giganti del pensiero greco, ossia PLATONE E ARISTOTELE, che molto devono all’insegnamento di SOCRATE, il padre stesso della filosofia in quanto tale, la filosofia cosiddetta antica si conclude con PLOTINO, AGOSTINO, SCOTO E ANSELMO D’AOSTA.
Plotino è il primo che aggancia la filosofia alla religione, ossia all’idea dell’esistenza di un Essere fuori della ragione, fuori della scienza, fuori della materia. E’ un salto spericolato ma inevitabile.
I primi padri della Chiesa faranno il resto, ossia metteranno accanto e poi prima della stessa filosofia la stessa teologia, che diverrà dominante e prevaricatrice.
Ecco, nella filosofia degli infanti del pensiero c’era già tutto, già erano stati seminati i germi di quello che poi accadrà nella filosofia moderna, ossia il contrasto tra ciò che l’uomo volesse fare da se stesso per se stesso ed il contrasto tra ciò che l’uomo non si vuole decidere a farsi bastare, mettendo accanto a se e sopra di sè l’idea di una Presenza Altra, Indimostrabile, Sconosciuta, Scomoda, Negata, Perseguitata, eppure tanto ineliminabile.
TOMMASO D’AQUINO  ha cercato di salvare capra e cavoli, ha cercato di dirci che l’una visione legata alla fede non entrasse in conflitto con il bisogno tutto animalesco di comportarsi secondo ragione. Ha preteso di dirci che proprio la ragione ci dà le prove dell’esistenza di Dio.
Il risultato è stato negativo. Non ci credeva nemmeno lui, perchè così facendo o si riduce Dio alla misura dell’uomo, o si eleva l’uomo alla misura di Dio, il che è francamente non razionalmente asseribile.

Un pensiero su “La filosofia antica

  1. sandramtt

    Eppure Tommaso lo amo, forse non ne ho capito niente ma prende tutto l’uomo. Il mio amore è nato all’università, quando l’ho studiato… ricordo la copertina del libro, forse sepolto tra i libri della mia biblioteca…inizierò gli scavi quando avrò finito le vacanze….una lettura per l’autunno! Grazie

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