BERGSON

Bergson  rientra nel filone dello SPIRITUALISMO.

Scrive diverse opere celebri   tra cui MATERIA E MEMORIA e LO SPIRITO VITALE.

PREMIO NOBEL DELLA LETTERATURA.

Si occupa del concetto di TEMPO dove distingue il tempo della scienza dal tempo della vita.

Il tempo della scienza è  oggettivo, omogeneo, lineare, quantitativo, esteriore, matematico, ripetibile, finito.

Il tempo della vita è  SOGGETTIVO, disomogeneo, irregolare, qualitativo , interiore, psicologico, irreversibile e continuo.

Riprende il tema del tempo dalle Confessioni di Sant’Agostino. Centralità della coscienza, appropriata l’immagine del gomitolo di lana che si avvolge affondando verso il centro il passato, passato che non per questo sparisce e termina di esistere. Rimane nella memoria, nella vita interiore della persona, e solo in apparenza sembra perduto.

Lo scrittore che ha perfettamente reso l’idea di questo tempo sommerso ma pur sempre vivo, è  stato sicuramente Proust, con la sua opera magistrale, “Alla ricerca del tempo perduto”,  della quale si può prendere un piccolo pezzo illuminante, intitolato “La mia tazza di tè “. Leggere queste poche righe rende l’idea di quello che si intende dire.

Da un banale episodio la memoria rimonta e così com’era  in apparenza cancellata,   riprende vigore, rievoca cose all’inizio indefinite   ma poi sempre più vivide, fino a che i dettagli si allargano a spazi sempre più ampi, ed è  così che da una semplice  tazza di tè ci si ricorda di una persona, di un rito, di una  casa, dei suoi abitanti, del paese intorno, del paesaggio ad esso legato ecc ecc…

Bergson vuole contrapporsi al dilagare dello SCIENTISMO, siamo in un tempo di scoperte fisiche importanti, tra cui la rivoluzionaria idea della relatività di Einstein. Non è facile per il filosofo contrapporsi a queste innovazioni straordinarie, il suo problema è riuscire a contrastare con la stessa energia in campo metafisico un’intuizione spiritualistica di altrettanto vigore.

E così all’idea scientifica di spazio e tempo relativi, Bergson risponde con l’idea di spazio e tempo soggettivi, dettati dalla singola storia, da una situazione unica e assoluta.

Il filosofo si aggancia al tema cartesiano che trattava del legame tra SPIRITOE MATERIA.

Cartesio lo aveva lasciato irrisolto, cioè dualistico, lui invece lo vuole unificare, attraverso l’idea di MEMORIA VOLONTARIA E DI MEMORIA INVOLONTARIA.

La memoria volontaria  è  quella di superficie, del fenomeno, dell’intelligenza, della ragione; la memoria involontaria è quella della coscienza/incoscienza. Alla memoria contribuisce la percezione.

La sua è una chiara reazione al POSITIVISMO.

E dall’altro lato  dietro ad ogni SPIRITUALISMO si nasconde il pericolo dell’irrazionalismo.

Nell’evoluzione creatrice, BERGSON  si pone l’obiettivo di spiegare le ragioni della vita, spiegazione che alla scienza risultava fallimentare.

Non può il meccanicismo/determinismo spiegare il dolore, la gioia, la disperazione, la mistica ecc ecc, e porta l’esempio dell’occhio; se si osserva un occhio, emerge che è un organo estremamente complesso, aldilà di come appare, e collegato ad una miriade di altri organismi complessi che fanno unitariamente un grande corpus vivente di cui si conosce solo una minima parte e se ne studia il funzionamento scorporandolo, sezionandolo, spezzando la sua originaria organicità.

Lo scienziato opera sul corpo sempre limitatamente alle leggi da lui scoperte, ma rimanendo sempre in difetto. Se non può definire la materia, figuriamoci se riesce a definire la  vita, lo spirito vitale, che è in sé stesso imprevedibile, legato al caso, in evoluzione continua e intrecciato in mille filamenti senza fine …

Inoltre L’UOMO è l’animale più intelligente del creato, la cui abilità è di esprimersi con mezzi artificiali, che vanno dalla semplice penna fino al pc più evoluto in commercio (al tempo di Bergson non ancora diffusi…)

Il problema della tecnica/SCIENZA è di non  comprendere il DIVENIRE DELLE COSE nella loro metamorfosi in atto. Lo scienziato ne coglie solo i singoli fonogrammi.

Invece il filosofo  ne può cogliere l’interezza.

Definito il tempo e la memoria  Bergson passa ad analizzare la società e la religione.

Distingue le società chiuse dalle società aperte o dinamiche, e distingue le religioni chiuse dalle religioni aperte e dinamiche.

Ovviamente in politica la società più dinamica è quella democratica, e in religione  quella più dinamica è il cattolicesimo sopra gli altri due monoteismi.

Vorrebbe da ebreo convertirsi al cattolicesimo, ma in un contesto storico   dove avanza la persecuzione razziale contro gli ebrei, comprende che la sua scelta sarebbe stata equivocata.

Rimane quindi ebreo,  in  segno di sostegno alla sua comunità e per lanciare  un gesto politico chiaro contro il nazismo.

continua…

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