SPINOZA

SPINOZA era un   sefardita ossia  un   ebreo della Spagna.

Il retaggio filosofico è  quello di Cartesio, che aveva diviso il conoscibile tra Razionalisti ed Empiristi

I primi sono quelli che usano il metodo DEDUTTIVO LOGICO, i secondi sono quelli che usano l’esperienza sensibile ( Locke e Hume).

SOSTENEVA L’IDENTITÀ TRA DIO E NATURA.  SE DIO È NATURA ANCHE LA NATURA È DIO, quindi la SOSTANZA è in sè immanente e non trascendente, è la stessa realtà autosufficiente, munita di infiniti attributi; l’uomo ne conosce solo due che sono il pensiero e l’estensione.

Contro gli gnoseologici che sostenevano la distinzione tra sostanza prima ( Irene) e la sostanza seconda (donna),  contro Cartesio che sosteneva la differenza tra rex cogitans e rex extensa, scambiando per attributi la sostanza stessa, la quale ha infinite qualità e quantità.

Verso gli aristotelici che sostenevano la sostanza in sè e per sè.

Ossia, ciò che è reale è immortale in sè e per  se.

Spinoza non si mette contro sant’Anselmo, o san Tommaso, o altri padri della Chiesa. Si mette contro i testi sacri ebraici.

Ammette Dio che è natura e dunque la natura è ordinata da leggi meccaniche universali e necessarie.  Ma Dio è per se al di fuori della necessità, e da qui nasce il paradosso spinoziano. Dio è libero e per libertà ha scelto di necessitarsi.

Insomma, faceva prima a dire “Dio non esiste” dichiarandosi panteista, e invece continua a parlare sempre di Dio, identificandolo con la natura che si regge su leggi meccaniche e necessarie.  Ma allora dove finisce la libertà individuale?

L’uomo è come un fiume che scorre, ossia libero perchè se stesso, ma necessitato perchè il fiume scorre dentro il suo letto. Per Spinoza non esiste il libero arbitrio. Il bene ed il male non sono realtà ontologiche assolute, ma oggettive e relative.

E’  bene ciò che serve alla volontà della natura,  è male ciò che non serve. No a un Dio antropocizzato, no al finalismo, no alla tradizione religiosa. Si ritorna al paganesimo greco.

L’immortalità di cui partecipa l’uomo è il suo morire dentro il cosmo, dentro il tutto, che invece è immortale.

In Etica scrive “L’etica dimostrata per geometria”, cioè per deduzione logica pura. Pur sostenendo l’esistenza di Dio, per Spinoza Dio è la Natura stessa, non nel senso che Dio l’ha creata  in un atto libero dove la natura deriva da Dio, bensì nel senso che Dio sive Natura, cioè dio =panteismo.

Negando la validità dei Testi sacri Spinoza si mette contro l’ebraismo di cui lui fa parte, e per questo viene severamente  scomunicato, con un testo lapidario, obbligato ad una vita oscura e continuamente in fuga.

In politica sostiene la libera circolazione delle idee.

Lo  stile di Spinoza è quello di essere sempre assertivo.

Il panteismo avrà una notevole diffusione ed il suo paganesimo classico sarà ripreso da Nietzsche e portato alla sua estrema conseguenza.

 

 

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