Marx

È  uno dei tre autori detti del SOSPETTO, oltre Freud e Nietzsche.

Filosofo  contemporaneo, unisce la filosofia a  considerazioni politiche, economiche, sociologiche e antropologiche.

La sua tesi di laurea indagava  sulla differenza tra DEMOCRITO ed EPICURO.

Essendo non credente (ma soprattutto per le sue idee dichiaratamente rivoluzionarie, antisistema, sovversive e antiideologiche),  rimane precluso alla carriera accademica, e si dedica al giornalismo. Già sulla Questione ebraica Marx entra in polemica con lo establishment per la sua teoria dell’emancipazione degli ebrei, che non solo si devono emancipare dalla religione, ma anche dalla ordinaria idea di Stato, dalla politica di stato e da una condizione umana non libera. Così come gli ebrei si devono emancipare, l’uomo stesso è chiamato a  questa emancipazione.

Per le sue idee rivoluzionarie è costretto a fuggire a Londra, dove conoscerà la sua futura moglie appartenente all’aristocrazia. Forma una famiglia numerosa, ma le sue disponibilità  economiche saranno sempre molto precarie.

Nasce un sodalizio di pensiero ma anche di vita  con l’amico ENGELS  che lo supporterà   economicamente.

Escono i primi manoscritti come I MANOSCRITTI ECONOMICO FILOSOFICI  e L’IDEOLOGIA TEDESCA. Sono testi teoretici e poco strutturati,  di largo respiro, dove l’autore riflette sull’dea di società nuova, su come si sarebbe evoluto il proletariato e criticando quello che lui chiama L’IDEOLOGIA, cioè il credere come naturali leggi del tutto artificiali e create dall’uomo, dalla sua sovrastruttura legislativa e giuridica.

Il pensiero di MARX  rimane legato a due grandi maestri, HEGEL  e  FEUERBACH.

Da HEGEL prende la Dialettica, l’impianto tesi antitesi e sintesi, ma critica lo spirito assoluto ed il suo PANLOGISMO. La storia non viene fatta dallo spirito come ente razionale assoluto ma DALL’UOMO  CONCRETO E STORICO.

Da FEUERBACH  prende il rovesciamento del soggetto con il predicato, cioè l’avere messo al centro L’UOMO COME PROTAGONISTA DELLA STORIA, che è fatto di bisogni, necessità e impulsi. Però  di F critica questo UOMO INDEFINITO, che invece va contestualizzato, studiato, osservato dalla sua nascita alla sua evoluzione. Questo viene chiaramente espresso nelle TESI SU FEUERBACH. Le tesi in sintesi dicono che: Non esiste un uomo stratto ma un uomo storico e preciso; il pensiero è prassi; la religione è alienazione ma la vera alienazione è economica; il sentimento religioso è dell’uomo astratto e non concreto/reale; la filosofia ha studiato il mondo, oggi bisogna TRASFORMARLO.

Lo storico della filosofia Mario Dal PRA sosterrà  indiscutibilmente la continuazione tra Hegel e MARX. Non si può  dire il contrario. In seguito gli hegeliani si divideranno tra destra e sinistra hegeliana.

Esce il MANIFESTO che è  un documento propagandistico, e  poi segue  il primo libro della sua opera più  nota e strutturata,  IL CAPITALE.

Il secondo è terzo volume usciranno postumi, pubblicati e super visionati da ENGELS. E’  legittimo chiedersi quanto rimane originale di MARX e quanto viene riportato/interpretato da  ENGELS.

In sostanza, MARX  critica IL PROGRAMMA DI GOTA, lavora molto sul concetto di legame tra TEORIA e PRASSI.

IDEA CENTRALE: la ragione deve diventare POLITICA, REALTÀ, RIVOLUZIONE.

Di nuovo continuazione e superamento di Hegel che si era dichiarato un punto alto non superabile.

In economia riprende Adam Smith, Saint Simon, ma soprattutto RICARDO.

Fondamentale anche la TRADIZIONE GIUDAICO  CRISTIANA, ben compresa dalla studiosa  Julia Kristeva che ha messo in evidenza nei suoi scritti quanto l’Europa e l’Occidente abbiano oggi perso le loro radici culturali, diventando stranieri in patria.

ANCHE SE MARX è  NON  CREDENTE, il suo appartenere al giudaismo avrà  una notevole importanza nel suo pensiero, basta guardare ai titoli dei suoi scritti, uno intitolato  La Sacra Famiglia,  e la sua riflessione specifica sulla questione ebraica. Lo stesso può  essere detto di Freud, soprattutto dell’ultimo Freud che farà importanti riflessioni sulla figura di Mosè.

Questo elemento importantissimo viene spesso sottovalutato.

Nell’opera IL CAPITALE l’autore critica per l’appunto la validità del capitalismo; la tesi sarebbe questa: mentre esso è servito per abbattere il feudalesimo, nello stesso tempo si è trasformato da momento di liberazione a momento di  oppressione che ritorna. Prima erano oppressi i borghesi, oggi sono oppressi i proletari. La  società  prima era divisa in stati, ora  divisa in CLASSI.

BORGHESIA  CONTRO PROLETARIATO.

IL CAPITALE è contro  tutta la classe lavoratrice che è alienata  nel fare un lavoro ridotto a macchina, dove perde la sua dignità di  essere umano. Il concetto di alienazione è  ripreso proprio da Hegel e dalla sua dialettica quando parla ci negazione dell’io, negazione del soggetto, travaglio del negativo, solo che qui diventa il MOMENTO CRUCIALE e trasformatore.

Nella logica di tesi antitesi e sintesi l’ALIENAZIONE    sta nella  antitesi che è  la negazione di sé;  il concetto di OPERAIO COME UOMO ALIENATO lo prende invece da Feuerbch che aveva parlato, oltre che   di uomo come CIÒ CHE MANGIA, ciò che soffre, ciò che desidera, anche di uomo che proietta fuori di sè l’idea di Dio mentre invece Dio è l’uomo stesso, ossia  il punto di interesse è dentro l’uomo e non fuori .

Lo aveva teorizzato ma poi non sviluppato, rimanendo su un livello teoretico e astratto (ritornare alle  tesi contro Feuerbach)

Di contro Marx puntualizza: L’OPERAIO INFATTI NON HA NIENTE NEL PIATTO DA MANGIARE, la fatica del suo lavoro va tutta a beneficio del CAPITALE che è  ricchezza della classe borghese.

MARX storicizza la teoria del suo maestro Feurbach, superandolo,  così come continua Hegel però  modificandolo   attraverso  l”ottica di Feuerbach.

Ossia Marx usa Hegel contro Feuerbach e Feuerbech contro Hegel.

L’alienazione religiosa di Feuerbach  diventa ALIENAZIONE ECONOMICA, e con il superamento dell’alienazione ECONOMICA si avrà il superamento dell’alienazione religiosa che F aveva teorizzato.

Marx prevede la fine del capitalismo con una approfondita analisi storica della società attraverso le sue varie fasi evolutive. Riprendendo Ricardo teorizza il concetto di plus valore; il plusvalore è il tempo lavorato dall’operaio per la produzione di un prodotto, Questo tempo lavoro non viene pagato tutto all’operaio, che ne riceve una minima parte, ma viene trattenuto dall’imprenditore come suo profitto.  Il profitto nasce da una formula che dice  aDENARO bMERCE  cMAGGIORE DENARO, ossia il denaro/capitale che l’imprenditore investe nel punto a deve essere inferiore al denaro che l’imprenditore si trova nel suo capitale nel punto c. Perchè questo accada occorre che l’imprenditore investa il meno possibile (VALORE FISSO)  e paghi il meno possibile (VALORE VARIABILE) l’operaio per avere un PROFITTO SEMPRE PIU’ ALTO.

Questo meccanismo non può essere sostenuto di fatto, perchè l’operaio deve avere un salario minimo e perchè l’impresa per progredire necessita di sempre maggiori investimenti. Di conseguenza è un meccanismo destinato a collassare. Da qui arriverà la rivoluzione proletaria che prenderà consapevolezza del suo potere ed insorgerà contro il capitale borghese. Il proletario diventerà lui stesso padrone dell’impresa, ma il comunismo attraverserà due fasi distinte. Dapprima ci sarà un comunismo rozzo, ancora legato alla logica capitalista, dove tenderà a riemergere il sentimento dell’invidia tra i singoli; superata questa fase iniziale arriverà la fase matura dove tutto comincerà a scorrere in maniera armoniosa, matura, secondo la logica  AD OGNUNO SECONDO I PROPRI BISOGNI, visto che Marx sostiene che non siamo tutti uguali, ma assolutamente tutti diversi, dentro un sistema che deve di fatto garantire l’UGUAGLIANZA, che però non significa, la negazione del singolo e delle diversità.

Il rapporto VV (il salario) e VF (gli investimenti) è inversamente proporzionale.

Emerge la bontà teorica  del pensiero marxista  che vuole nel suo momento più alto  riportare le condizioni dell’uomo da essere SCHIAVO ad ESSERE LIBERO e padrone del proprio  lavoro. E’ la sua anaisi squisitamente economica a rimanere viziata di questo suo essere PROPRIAMENTE  FILOSOFO e solo impropriamente ECONOMICISTA. Questa sua debolezza conoscitiva di leggi economiche e di mercato  lo farà qualificare da KEYNES, un’eccellenza nel campo, un pensatore economico del tutto privo di interesse.

Attraverso la concezione materialistica (MATERIALISMO STORICO) della storia dove continua L’IDEA del progresso di HEGEL,   il progresso è  rappresentato dalle istanze  del proletario sul borghese oppressore. Avremo una società più giusta e a quel punto  non ci sarà più bisogno di Dio per permettere agli uomini di avere un SOGNO. Il sogno è  nella Storia e nella nostra capacità  di renderla migliore. Come dire, il Paradiso  é  qui, in terra, sta a noi di realizzarlo. Nel programma di Gota teorizza una società futurache non avrà più bisogno di uno Stato controllore, perchè i rapporti sociali ed economici si saranno talmente allineati da non avere più rapporti di forza dominanti su altri.

Si deve però osservare almeno due punti critici in Marx: il primo è il rischio di cadere in un eccessivo MATERIALISMO/MECCANICISMO, che renderebbe impossibile l’agire dello spirito libero attraverso la materia, il corpo, ciò che opera nel mondo si come corpo ma come corpo animato da idee.

Il secondo è la sua critica totale al bisogno alienante dell’uomo nei confronti della religione. A MARX sfugge il fatto che la religione esiste dalla notte dei tempi, prima che sorgessero i rapporti conflittuali tra ancieme regime e borghesia. Durante il Medioevo tutto si muoveva con apparente ordine intorno alla religione stessa. Durante il dominio romano, le religioni erano accettate come tali e non creavano conflitto là dove rimaneva la separazione dei due ambiti.

Ossia a MARX sfugge la natura spirituale della religione stessa che non è solo sovrastruttura del potere costituito, ma esigenza intima e si potrebbe dire prestorica e antropologica.

Nello smantellamento del sistema nemico del proletariato, MARX  smaschera  il  concetto di IDEOLOGIA. Il sistema costituito che viene studiato dagli economisti liberali considera  come naturale l’assetto economico esistente, ossia lo dà per certo e indiscusso, invece il sistema eçonomico capitalista può e deve essere messo in discussione, infatti è  voluto da INTERESSI, MASCHERATI DIETRO LEGGI CHE SONO LE LEGGI DEL CAPITALE, e non leggi assolute, naturali e  inviolabili.

Non è  detto che siccome la società vigente si fonda sulla legge della DOMANDA-OFFERTA, questa stessa società non possa modificarsi, trasformarsi, attraverso la creazione di nuove necessità,  meccanismi, regolamenti, strutture reali e attente ai bisogni in atto.

Il cambiamento della struttura da FORZA PRODUTTIVA E RAPPORTO DI PRODUZIONE,  A  FORZA PROLETARIA CHE DIVENTA LEI STESSA PADRONA DEL PROCESSO PRODUTTIVO,  può  accadere attraverso l’azione rivoluzionaria del proletariato,  che   così facendo abbatterà la sovrastruttura  che maschera la possibilità di cambiamento.

MARX utilizza in maniera ambigua due termini sulla questione, dove in certi punti dice LA STRUTTURA DETERMINA LA SOVRASTRUTTURA, mentre in altri punti dice LA STRUTTURA CONDIZIONA LA SOVRASTRUTTURA. Non è un ragionamento di lana caprina, ma sostanziale. Il primo termine è di inquadramento materialistico, il secondo termine è  di inquadramento possibilista, lascia aperto un margine di manovra oltre la lettera, altrimenti la metafisica perde totalmente il suo potere.

A questo punto MARX critica i vari socialismI,  tra cui il SOCIALISMO REAZIONARIO (innocuo), il SOCIALISMO UTOPICO (innocuo) e il SOCIALISMO RIFORMISTA (PERICOLOSO PER MARX).

IL VERO SOCIALISMO DEVE CHIAMARSI COMUNISMO.

Sarà proprio il comunismo russo di Lenin e di Stalin a fare propria questa analisi, portando la rivoluzione da un contesto proletario e borghese verso un contesto rurale e latifondista. Sapendo come poi si è manifestata la rivoluzione russa, e soprattutto come si è poi evoluta, la domanda da farsi sarebbe “Non è che l’antiideologo Marx è finito per diventare lui stesso ispiratore di una radicale e totalitaria ideologia, quella comunista, che ha dimostrato i suoi evidenti limiti?”

 

 

 

 

 

 

 

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