Archivio mensile:dicembre 2018

Camus e non solo contro la pena di morte

A scuola i ragazzi sono stati invitati a riflettere su un testo di Camus qui riportato.

Ecco quello che personalmente mi sono sentita di commentare, le risposte dei ragazzi devono ancora essere valutate, ma poi verranno riprese in classe.

CAMUS prende come esempio un fatto di cronaca  accaduto a suo padre  nel 1914, quando un bracciante viene condannato alla pena capitale per avere sterminato un’intera famiglia di coloni, bambini  compresi.

Dopo averli uccisi li deruba, e questo ad aggravio  della colpa imperdonabile di fronte all’efferato delitto.

Continua a leggere

Contenuti e contenuti, dove trovarli…

Ciao cari lettori che ogni tanto mi venite a leggere, d’ora in poi per questione di non fare doppioni, troverete negli articoli  solo gli argomenti che non rientrano specificatamente dentro una voce di pagina, e solo  nelle pagine tutti  gli argomenti    che si riferiscono esplicitamente alla pagina madre.

Grazie come sempre di venire ogni tanto a vedere quello che scrivo…:-))

 

ACCABADORA

ACCABADORA viene da ACABA  che in spagnolo significa finire.

Questo libro scritto in un linguaggio sapiente e nello stesso tempo verista, dove emergono i sentimenti dei protagonisti e la realtà di un contesto contadino sardo, è la storia di due donne, anzi, di due famiglie, che però si uniscono e ne viene fuori una terza, fatta di una madre adottiva e di una figlia presa in adozione.

E’ un accordo che non ha bisogno di atti giuridici o notarili, là dove gli uomini, e in questo caso le donne, si mettono d’accordo senza nemmeno una stretta di mano.

Continua a leggere

Marx

È  uno dei tre autori detti del SOSPETTO, oltre Freud e Nietzsche.

Filosofo  contemporaneo, unisce la filosofia a  considerazioni politiche, economiche, sociologiche e antropologiche.

La sua tesi di laurea indagava  sulla differenza tra DEMOCRITO ed EPICURO.

Essendo non credente (ma soprattutto per le sue idee dichiaratamente rivoluzionarie, antisistema, sovversive e antiideologiche),  rimane precluso alla carriera accademica, e si dedica al giornalismo. Già sulla Questione ebraica Marx entra in polemica con lo establishment per la sua teoria dell’emancipazione degli ebrei, che non solo si devono emancipare dalla religione, ma anche dalla ordinaria idea di Stato, dalla politica di stato e da una condizione umana non libera. Così come gli ebrei si devono emancipare, l’uomo stesso è chiamato a  questa emancipazione.

Continua a leggere

Kierkegaard

SINGOLO CONTRO STATO

Radicale smantellamento dell’impianto hegeliano

Non più concetto di STORIA DELLO STATO, SUPREMAZIA DELLO STATO sul singolo,

MA  SUPREMAZIA DEL SINGOLO,DEL QUESTO QUI, IO SONO IO, ECC sullo stato.

Sulla sua tomba farà scrivere la frase “QUI CI SONO IO” in chiara critica ad Hegel.

CONFRONTI

Si differenzia dal DOVERE ETICO DI KANT  con il Concetto centrale di LIBERTA’ come scelta etica, diventando  l’ANGOSCIA DELLA SCELTA, LA VERTIGINE DELLA SCELTA.

Si differenzia dall’etica aristotelica che metteva al   centro il concetto di ragione.

Si differenzia  dal   CRISTIANESIMO HEGELIANO, che è il cristianesimo della FORMALITA’, dell’APPARENZA, dell’IPOCRISIA, del dico ma non faccio.

LA FEDE va invece VISSUTA, INCARNATA, PERSONIFICATA, proprio come ha fatto Gesù con il suo esempio.

LO SPIRITO CRISTIANO DI K.  è TRASCENDENTE, non è più immanente come quello hegeliano.

LE TRE VITE POSSIBILI     ESTETICA ETICA E RELIGIOSA

CONTRAPPOSIZIONE tra VITA ESTETICA E VITA ETICA- Importanza delle scelta che può essere il MATRIMONIO  o la VOCAZIONE PROFESSIONALE.

L’uomo come essere finito è naturalmente predisposto al male- Solo il salto nella religione permette all’uomo di superare il suo limite- emblematico l’episodio di Dio che chiede ad Abramo di sacrificargli suo figlio per metterlo alla prova-

LA LIBERTA’  viene vista come una cosa PROBLEMATICA, che condanna/chiama il singolo alle sue RESPONSABILITA’ e soprattutto a fare delle scelte. Il fatto è che qualsiasi scelta si faccia, sarà sempre una scelta imperfetta, che comporterà dei limiti. Chi tende al superamento del limite tende allora a non scegliere, a tenersi fuori, sospeso sul baratro.

CENTRALITA’ DELL’ETICA al suo massimo livello  che mette il concetto di FEDE  al centro di tutto. Tra l’uomo e Dio c’è un SALTO, un BARATRO, che porta proprio alla VERTIGINE. La vita etica qui diventa VITA RELIGIOSA.  Quella che K intende personificare con la sua vita.

FILOSOFO INATTUALE O SCOMODO

Stesso destino di Schopenhauer, verrà disconosciuto, ignorato, sbeffeggiato, fino alla morte.

Sarà rivalutato nel 1900 attraverso l’ESISTENZIALISMO e tutto il pensiero definito del SOSPETTO.

L’ORIGINALITA’ E LA FORZA di Kierkegaard stanno  nel fatto che lui non dice per fare altro, come in parte fece Schopenhauer, ma DICE PER FARE QUELLO CHE DICE. E’ una virtù rara che fa la differenza.

CIOE’ lui rappresenta nella realtà L’UOMO ANGOSCIATO CHE SI AUTOPRIVA DELLE FELICITA’/NORMALITA’  per un sentimento  indefinito, oscuro,  che condanna lo stesso al DOLORE, alla SOLITUDINE, al SACRIFICIO, al PESSIMISMO STORICO, e infine  alla SPERANZA di un disegno  misterioso e indicibile.

AUT AUT

La sua opera maggiore si intitolerà  AUT AUT,  ossia o sei cristiano o non sei cristiano, o dentro o fuori, o tutto o nulla, o fedele o infedele, e non puoi definirti una via di mezzo. Notare che K scrive sempre sotto pseudonimi, perchè vuole nascondersi alla notorietà. Vuole rimanere non conosciuto.

La storia non è un cammino già tracciato, quello che accade non è vero che non poteva non accadere, tutto può sempre essere  o non essere, perchè sono le singole scelte degli uomini che determinano la Storia.

I film   Sliding doors  o L’attimo fuggente  ben esprimono questo concetto (solo per citarne alcuni)

L’evento storico dell’attentato di Sarajevo ben esprime questo concetto (solo per fare un esempio storico)

Un solo gesto di un attimo può cambiare gli eventi di milioni di persone.

PESSIMISMO COSTRUTTIVO ALLA LEOPARDI

K parla proprio di ATTENTATO METAFISICO ALL’ETICA,  quando parla della filosofia hegeliana che è la filosofia che il mondo normale ha deciso di fare sua. E’ proprio la MORTE DELL’ETICA  che occorre  recuperare, fare propria, affrontare tutti come società responsabile, se si vuole vedere  un mondo migliorato.  Però senza cadere nel facile ottimismo, nell’illusione di un possibile futuro migliore.

K rimane fondamentalmente pessimista, ma il suo è un pessimismo costruttivo, alla Leopardi.

Solo attraverso la sofferenza l’uomo si può riscattare. Non c’è da ingannarsi.

 

 

 

 

 

Hegel scheda sintesi

Nasce nel 1770 e muore nel 1831

IL SUO CAPOLAVORO        LA FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO

Vive con entusiasmo tutti gli eventi della rivoluzione francese, soprattutto il periodo napoleonico, che osserva con grande interesse.

IL FILOSOFO E LE RELIGIONI :

LO SPIRITO DEL CRISTIANESIMO ED IL SUO DESTINO

Riflette molto sul cristianesimo e sulla figura di Gesù, visto come un essere speciale e di altissimo valore morale, però in un primo momento  critica la religione e la Chiesa che hanno ridotto il messaggio di Cristo in dogma e in pratica che si cala dall’alto e che perde la sua valenza INTERIORE.

Hegel critica anche l’ebraismo e la religione greca, la prima perchè si rivela una disgrazia perenne, il destino di solitudine e morte continua di un popolo che non ha compreso tra i suoi profeti  proprio la figura di Gesù; la seconda perchè non ha  saputo rigenerarsi e sopravvivere nel tempo, soffocata dalla modernità e da un mondo sempre più complesso.

Questo non vuol dire che nel futuro non si possa recuperare la speranza e la bellezza del messaggio d’amore portato avanti dal Cristo. Rimane aperta questa possibilità con la  CONCILIAZIONE tra uomo e Dio.

Se la religione ha fallito, non fallisce   la FILOSOFIA  come   FORMA DI CONOSCENZA PERFETTA

I PUNTI DELLA SUA TEORIA

  1. IL FINITO SI RISOLVE NELL’INFINITO (dialettica tra tesi o affermazione, antitesi o negazione e sintesi o riaffermazione della tesi)
  2. RAGIONE E REALTA’ SI IDENTIFICANO (ciò che è reale è razionale e ciò che è razionale è reale)
  3. LA FILOSOFIA HA LA FUNZIONE DI GIUSTIFICARE IL MONDO (missione del filosofo e soprattutto di Hegel che ha realizzato la filosofia e che dopo di lui non potrà aggiungere nulla di nuovo)

Il finito si risolve nell’infinito nel senso che non esiste un finito per se stesso ma solo in funzione del tutto, e il tutto è qualcosa che diviene  attraverso le sue varie parti.

Ragione e realtà coincidono perchè tutto ciò che in sè momentaneo e reale è solo una tappa del tutto che sta divenendo dentro il cammino inarrestabile dello spirito assoluto.

Insomma, tutto quello che accade doveva essere, non poteva non essere, è un passaggio necessario. Si parla di PANLOGISMO,  di GIUSTIFICAZIONISMO  nei confronti della  storia e di MONISMO PANTEISTICO  (il finito è l’infinito stesso)

DI TUTTO IL SAPERE, SOLO LA FILOSOFIA E’ LA FORMA PIU ALTA  CHE SA LEGGERE LA STORIA.

LA STORIA è storia della REALIZZAZIONE DELLO SPIRITO.

“IO SONO IL FILOSOFO CHE LO HA CAPITO E DOPO DI ME LA FILOSOFIA NON POTRA’ CHE FERMARSI.”

Hegel non è autoreferenziale, si rende conto di quello che dice. Però non comprende che in effetti ci poteva stare la possibilità di un contraddittorio di tutti quei filosofi che  non si riconoscono nel suo panlogismo.

Per ora c’è Hegel  e la sua filosofia ottiene un immenso successo. E’ senza dubbio DOMINANTE.

PERCHE’ HEGEL HA UN GRANDE SUCCESSO

Hegel piace perchè dà certezze e rassicurazioni, perchè mette l’uomo al centro della storia e non un uomo qualunque ma l’uomo idealista ed espressione dello Stato  che  si fa guidare dalla filosofia facendo politica.  Il saggio e il sapiente non può che essere filosofo, e non può che mettere il suo sapere al servizio dello STATO che è la realizzazione più alta dello spirito. I singoli uomini non hanno valore per se stessi ma solo come strumento del tutto e di un disegno che deve compiersi.

LA FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO  non è che lo spirito che si manifesta così come  deve essere, secondo principi di etica e di giustizia assoluti.

Emerge l’idea di STATO , che per quanto illuminato da saggi,  darà in seguito   spazio all’idea di STATO  ASSOLUTO E TOTALITARIO,  anche se Hegel ancora non se ne rende conto.

LA RIPARTIZIONE DELLA FILOSOFIA

La filosofia si ripartisce in tre parti:

  1. L’IDEA IN SE’ o idea pura
  2. L’IDEA FUORI DI SE’ o natura
  3. L’IDEA CHE RITORNA IN SE’ o divenire dello spirito

Alla prima parte spetta la LOGICA (il mondo delle idee in sè), alla seconda parte spetta la NATURA (il mondo della fisica e della meccanica), alla terza parte spetta la FILOSOFIA COME REALIZZAZIONE DELLO SPIRITO soggettivo (gli individui), oggettivo  (le leggi) e poi assoluto (arte, religione e filosofia).

Il pensiero prima è  astratto con l’intelletto , poi dialettico negativo con la ragione dialettica , e poi speculativo positivo con la ragione speculativa.

 

IL  GRANDE  LIMITE DI HEGEL

Tutto del sistema hegeliano dà rilievo al TUTTO  e annulla il singolo. L’individuo in sè  non conta nulla, è solo un  ACCIDENTE  della storia.

Per questo Hegel segna un punto di non ritorno tra  il prima e il dopo, lui mette le basi del mondo   contemporaneo, che  sarà  un mondo altamente tecnologico ma disumanizzato,   e  nello stesso tempo  mette le premesse  per la filosofia antihegeliana   che sarà  con i filosofi esistenzialisti  (Schopenhauer e Kierkegaard)  e con i filosofi  del sospetto (Nietzsche Freud e Marx)

 

I MERITI DI HEGEL

-Superamento dell’ILLUMINISMO  che si era fermato a dire quello che gli uomini vorrebbero che la storia fosse,  senza però capire che ciò che conta è quello che l’uomo fa accadere nella storia.

Il sogno   finisce e inizia la realtà ch coincide con la RAGIONE.

-Superamento del KANTISMO, che si era fermato al dualismo essere o non essere.

-Superamento del ROMANTICISMO,  che si basa sul sentimento, l’arte e la religione,  quando nella sua forma più alta del sapere  non può che basarsi sulla RAGIONE  che è solo della FILOSOFIA.

-Superamento di FICHTE  che solo a parole  parlava di unità tra soggetto ed oggetto, rimanendo dentro la trappola del dualismo.