Flaubert, Zola e Dostoevskii, poi Verga

IL BOVARISMO  è  un termine che nasce all’interno  di un fenomeno letterario/culturale ben diffuso nell’ottocento europeo, e non solo francese.

Ovviamente rimane legato all’autore FLAUBERT e al suo infelice personaggio, Madame Bovarj.

ESPRIME il BISOGNO DI EVASIONE, LA FUGA NEL SOGNO, una sorta di malessere della psiche che non accetta le proprie condizioni di vita, che vorrebbe avere un’esistenza differente, ma non riesce a realizzare questo progetto.

Anche il DON CHISCHIOTTE di Cervantes aveva espresso qualcosa di simile, solo che in Cervantes rimaneva  l’inseguimento costruttivo  di un SOGNO INTERIORE CHE TROVERÀ IL SUO COMPIMENTO SPIRITUALE.

Nel bovarsimo questa parte eroica e spirituale non esiste, la protagonista del romanzo finirà  suicida,  quasi sempre  gli stessi autori di testi bovaristi   finiscono alcolizzati o dentro circuiti  maledetti.

La stessa Emma da  strumento di critica si trasforma in OGGETTO DI  CRITICA, ossia viene condannata la sua stessa incapacità  di reagire ad una vita condannata alla Noia e al tedio assoluto.

L’appartenere ad un ceto  medio borghese finisce per rimanere  un punto di debolezza, e non un punto di forza.

Per entrare nel merito, mentre nel romanzo di ZOLA la giovane GERVAISE  non  riuscirà  tra mille traversie ad uscire dalla spirale maledetta dell’alcolismo, ma proprio perchè appartenente     ad una condizione di estrema miseria e bruttura  (un destino scontato e segnato),  lo stesso destino distruttivo   poteva  essere evitato  a MADAME BOVARJ,  che invece appartiene a un ceto tutto sommato privilegiato, dove  avrebbe potuto trovare armi di lotta e ribellione,   e invece nei  borghesi annoiati e privi di slanci trovano   facilmente  albergo ogni genere di mollezza, di abbandono al tedio , dimostrando   debolezza di carattere   e di spirito.

Altro ancora sarà  il destino di Sonia in DELITTO E CASTIGO di DOSTOEVSKII, dove la protagonista, anche lei costretta ad una vita di stenti e orrore, riesce invece a riscattarsi e a riscattare l’uomo di cui è innamorata,  riuscendo a compiere un cammino lungo ma determinato di rinascita, di trasformazione da uno stato di morte verso uno stato di vita e di luce. Determinante è l’aiuto dellaFEDE.

Ecco, la condanna di Emma  Bovary e della classe medio borghese sarà  proprio L’IPOCRISIA, L’ASSENZA DI CORAGGIO, dovuta ad una mollezza dell’animo, incapace di assumersi dei rischi e delle responsabilità.  Suicidarsi non è infatti  espressione di coraggio ma di vigliaccheria.

La possibilità di riscatto di Sonia sarà l’amore e la certezza tutta dostoevskiiana  che la “Bellezza salverà il mondo”. Si intende ovviamente la bellezza dell’amore.

Per tracciare dei parallelismi:

  • Il naturalismo francese si sviluppa in un contesto di sviluppo industriale, come accade al realismo inglese, ma questo non accade   al REALISMO RUSSO, che invece vive una MONARCHIA ASSOLUTA ed una società  statica e tradizionale.
  • La società  francese ed  inglese  per le ragioni  sopra dette in un certo senso si somiglieranno, mentre la società  russa rimane come un luogo DI ESPLORAZIONE DOLOROSA DELLA PSICHE E DELL’ETICA.
  • Infine  sia la società  francese che inglese reagiscono a situazioni di degrado  grazie a tendenze riformiste come grazie all’intervento umanitario dei ceti più  evoluti ( filantropia   sociale), mentre la società  russa rimane reclusa in un mondo CONTADINO  e primitivo  che continua ad avere la sua importanza e ragion d’essere.

E IN ITALIA?  In Italia si sviluppa il VERISMO di  LUIGI  CAPUANA  e di  GIOVANNI VERGA come fenomeni squisitamente LETTERARI e senza nessuna pretesa di diventare un LABORATORIO POLITICO O SOCIALE, come invece era stato l’obiettivo di ZOLA.

Per Capuana la letteratura deve rimanere letteratura, ossia arte autonoma da qualunque asservimento  politico o sociale. Certo, il naturalismo rimane centrale nel senso che il racconto VERISTA si attiene alla realtà del soggetto raccontato, che è l’unico elemento che conta.

Gli scrittori si devono limitare  A RACCONTARE IL VERO,  da cui seguirà  il termine  VERISMO.

Si parla di IMPERSONALITA’ dell’autore, che scompare dentro la sua opera e dentro i suoi personaggi.

Tra i due massimi rappresentanti, CAPUANA rappresenta il TEORICO,  mentre VERGA rappresenta il MAGGIORE ESPONENTE   del  Manifesto verista.

Per concludere,  Capuana è d’accordo nel riconoscere al naturalismo un ruolo preciso, anche in letteratura,  ed è d’accordo nel riconoscere a Verga un ruolo assoluto dentro il verismo italiano, attraverso il suo capolavoro I malavoglia. Però non è d’accordo nell’assoggettare la letteratura a  finalismi  che non siano quelli letterari.

naturalismo e verismo

 

 

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