IL TOMISMO

L’oggetto della lezione è il TOMISMO, il suo legame con l’aristotelismo e il suo significato continuo anche nel mondo contemporaneo.

Il tomismo  distingue tra CONOSCENZA OGGETTIVA e CONOSCENZA SOGGETTIVA. Esempio, la conoscenza oggettiva di Sara è il suo Dna, la sua carta di identità, la sua patente ecc, mentre la conoscenza soggettiva di Sara è quello che accade di impalpabile tra Sara e l’altro che entra in conoscenza con lei.

Conoscere con la percezione (prima conoscenza) è diverso che conoscere con l’intelletto (seconda conoscenza)

L’intelletto opera attraverso gli UNIVERSALI; questi si distinguono tra SOSTANZE PRIMEe SOSTANZE SECONDE, ossia, se si parla di PERSONA si sta parlando di una sostanza prima, m se si parla di DONNA allora si sta parlando di sostanza seconda, che significa successiva, o meglio una specifica dentro un concetto PRIMO.

E’ evidente la ripresa di Platone e del suo concetto di MONDO DELLE IDEE.

Aristotele lo riprenderà ma poi si sa che seguirà una sua strada, volgendo lo sguardo al mondo reale piuttosto che al mondo astratto e non verificabile.

Aristotele non parla di iperuranio e di mondo delle idee universali; lui ci dice che la conoscenza agisce prima coi sensi e poi con l’intelletto. A sua volta l’intelletto si divide tra Possibile o passivo ed Agente o attivo. Centrale è il concetto di RATIO.

Nell’intelletto passivo la conoscenza riceve l’impulso esterno, elaborandolo, ma subito dopo è l’intelletto attivo che ha il compito di INTERPRETARE quello che è accaduto.

E’ un processo di decodifica, di astrazione, di conoscenza vera.

Altro funzionamento ha l’intuito, che agisce in maniera immediata, non coscente, impulsiva, in un senso preconcettuale, e potremmo anche dire preveggente, nel senso avveniristico del termine.

L’intuito vede quello che l’occhio normale non vede, non riesce a svelare, e spesso è precursore dei tempi.

La lezione si chiude con un discorso di Etienne Gilson, filosofo francese contemporaneo appartenente al filone neotomista, fine conoscitore della filosofia medioevale, che i ragazzi dovranno leggere e poi commentare.

Ecco il testo:

“Come la cosa  percepita è un conoscibile che si ignora, così la specie sensibile è ricca di un intelligibile che il senso non conosce e che è soltanto lì nel momento in cui  lo conosciamo con l’intelletto.

L’intelletto conosce solo l’universale, non la conoscenza reale dell’immagine, dunque, in fin dei conti, solo nella percezione del singolare.

Ben lungi dal ridursi a una pura logica, il concetto nell’aristotelismo è sempre pensare nel concreto, attraverso il concreto.

L’astrazione realista è una apprensione dell’universale, NEL particolare, e del singolo TRAMITE l’universale.”

26 ottobre 2018

 

 

 

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