Torna di scena il MANDALA

Quando entro in terza A anche qui i bambini non si aspettano di vedermi.
Certo, sto sostituendo la collega assente, e quindi anch’io mi devo IMPROVVISARE su una lezione tutta da costruire.
La collega uscente mi parla di italiano, OTTIMO, è pane per i miei denti.
Prima però concedo dieci minuti affinché possano finire di colorare un MANDALA, che è un classico del lavoro nella scuola primaria..
Me lo mostrano, e quindi prendo la palla al balzo e chiedo ai ragazzi “Ma bambini, la maestra vi ha spiegato da dove nasce il mandala?”
Qualcuno dice no, e così ne approfitto per RACCONTARE LA MIA STORIA DEL GIORNO.
Spiego alla classe che l’arte del colorare queste figure complesse e in parte astratte nasce nel Tibet, per opera dei monaci buddisti, i quali hanno la consuetudine di intercalare i loro tempi di preghiera e meditazione, con la CREAZIONE DI COLORATISSIMI MOSAICI.
Questi mosaici vengono predisposti su di un grande pavimento, scelto non a caso ma secondo logiche spirituali, dove più monaci si alternano all’opera, armati di sabbie multicolori e rese tali con processi naturali di coloritura.
Vanno a riempire con tanta calma e pazienza i loro spazi, le loro figure, senza preoccuparsi del trascorrere del tempo, anzi, godendo delle ore del giorno che si susseguono e del tempo che compie la sua danza invisibile.
Una volta finito questo CAPOLAVORO, tutti i monaci si mettono attorno al loro grande mosaico e al suono del gong lanciato dal Maestro delle cerimonie  si mettono giocondamente a disfarlo, andando a mescolarne tutti i grani dei diversi colori.
Tutto verrà rifatto di nuovo, quando verrà il tempo della COSTRUZIONE DI UN NUOVO MANDALA.
Chiedo ai bambini che senso potrebbe avere questa pratica. In occidente gli artisti fanno i loro capolavori per conservarli per l’eternità, loro invece li fanno per lasciarli vivere una breve stagione…
Qualcuno mi risponde “Lo disfano perchè intanto lo devono rifare”
Certo, rispondo io, ma anche perchè?
Perchè tutto inizia  e poi ricomincia.
Sì, hai detto giusto, fa parte della vita, del ciclo naturale delle cose, tutto nasce, cresce e poi finisce per potere RICOMINCIARE.
Bene, bambini, guardate che fare il mandala per i monaci è come PREGARE, serve a liberare lo SPIRITO, a sentirsi in PACE CON IL MONDO E LA NATURA, serve anche come forma di rilassamento, per superare le tensioni, le paure, le angosce, le fatiche.
Chissà quante volte avrete sentito i vostri genitori dire “Come sono stanca, come sono stressato, come sono nervoso….” e magari anche qualche volta la vostra maestra….
Ecco, la nostra giornata è piena di rumori, frastuoni, cose che ci disturbano.
Mentre che andiamo a dipingere il nostro Mandala non dobbiamo invece avere fretta.
Bisogna renderlo bello e speciale con tanta tanta tanta tranquillità….
Suggerite alla vostra maestra di farvi dipingere con una bella musica rilassante di sottofondo….
“La lim è rotta”, commenta qualcuno.
Va be, allora bisogna ripararla…. 🙂
Dopo un poco lasciamo il mandala al suo destino e iniziamo la lezione di italiano.
Argomento previsto, la prima pagina del sussidiario, che inizia con i suoni dolci ed i suoni duri della c e delle g.Ci sono diversi esercizi da fare. Una breve spiegazione, e si parte.
Li faccio lavorare senza un attimo di sosta, però a coppie, così tutti si aiutano e nessuno rimane indietro.

Scopriamo parole nuove come gardenia, mughetto, e arguto.

I bambini non sanno cosa significa arguto. Quando dico che significa intelligente, tanti visetti sorridono; colgo l’occasione e rilancio “Quindi noi tutti siamo ARGUTI….”

Qualcuno ride…..

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