Ecco il Testo elaborato…..

 

I bambini lo hanno scritto entusiasti nel pensare che sarebbe stato pubblicato…  🙂

Grazie di leggere

 

 

IL MERCATO

Nel mese di Gennaio, abbiamo avuto una meravigliosa e fantastica notizia: la maestra Aurora ci ha comunicato che il giorno 23, ci saremmo recati al mercato. Subito dopo, però,  il nostro entusiasmo è stato smorzato da una precisazione:                                        “Attenzione! Se spira un vento forte e gelido come la tramontana, l’uscita verrà rimandata”   Fortunatamente la giornata fissata per l’escursione è serena, soleggiata e nell’aria si ode il cinguettio di uccellini che sembrava voler annunciare, in anticipo, l’arrivo della primavera.

L’inizio di un’avventura

Noi bimbi, siamo arrivati a scuola tutti “gasati” e, dopo l’appello, eccoci pronti ad una nuova avventura. Durante il tragitto, alcuni chiacchieravano, altri avevano inventato il gioco di non calpestare le strisce bianche, i tombini e le foglie, altri ancora salutavano i passanti che ci chiedevano:                                                                                          Dove siete diretti?”                                                                     E noi, tutti in coro, rispondevamo: ”Al mercato!”

Sempre più vicino

Avvicinandoci sempre di più alla meta, le nostre narici sono state solleticate dal profumo invitante di deliziose pietanze fritte, che ci ha fatto venire un leggero languorino allo stomaco. Per la strada notavamo la presenza di persone munite di sacchetti e carrelli stracolmi di vari prodotti; il via vai di automobilisti che cercavano parcheggio, uomini e donne in bici che si affrettavano ad entrare al mercato. Le nostre voci squillanti erano intercalate dal chiacchierio della gente riunita in crocchi che dopo un breve saluto si raccontava gli avvenimenti della settimana appena trascorsa: il mercato infatti, fin dall’antichità, è sempre stato un luogo di ritrovo.

L’arrotino

Davanti all’entrata abbiamo incontrato un personaggio alquanto strano per il lavoro che svolgeva e che nessuno di noi conosceva. La nostra curiosità si è subito trasformata in punti interrogativi, anche perché il suo modo di fare era differente dal nostro. Ci siamo avvicinati e lui, vedendo i nostri volti stupiti e i nostri occhioni spalancati e incantati, con fare gentile e cordiale ha risposto alle nostre domande: “Mi chiamo Gianni e faccio l’arrotino. Vengo dall’alto Egitto e sono in Italia da 50 anni.” Poi si è messo subito all’opera, facendo fuoriuscire dalle diverse mole, tonde come le bobine dei vecchi film, scintille che sembravano fuochi d’artificio. Le nostre orecchie intanto sentivano il rumore stridente delle lame di forbici e coltelli a contatto con diversi tipi di mole: quella tradizionale, quella ad acqua, quella con la carta vetrata, ecc…  Siamo rimasti sorpresi dalle varie dimostrazioni e dalla precisazione che un oggetto molato più e più volte non era più utilizzabile. Volevamo rimanere lì ancora un po’, ma dovevamo proseguire per scoprire altre sorprese.

Il mercato degli animali

Dopo una breve spiegazione della struttura del mercato, composta da due cerchi concentrici: quello esterno occupato da bancarelle con oggetti di uso quotidiano e quello interno con bancarelle di generi alimentari, siamo stati attirati dai cinguettii, dai garriti degli uccellini e dallo squittio dei criceti e dei conigli. Le piume azzurre, verdi, bianche, gialle, rosse, arancioni, beige dei pappagallini e dei canarini, una volta provenienti da diverse parti del mondo ma ora nati in Italia, ci hanno lasciato a bocca aperta.                              ” I bengalini, che meraviglia!” Il piumaggio del maschio è tutto colorato: la coda bianca e nera, il petto bianco, i suoi fianchi marroni con dei puntini bianchi, al collo una striscia arancione con pois bianchi  mentre la parte superiore mostra diverse tonalità di grigio.                                                                                                                                     “Sapete cari lettori, il perché di questi colori?”                         Riccardo, un nostro compagno, ci ha spiegato che questa colorazione serve per attirare le femmine durante la stagione degli amori.                              Improvvisamente, un movimento strano ha richiamato la nostra attenzione: era un criceto grassottello, di piccole dimensioni, con il pelo folto, pezzato bianco e marrone chiaro e, i suoi occhioni dolci sembravano dirci:                                                                        Coccolami, prendimi in braccio, portami a casa!”                                                          Tutti noi avevamo la tentazione di accarezzare il suo pelo soffice. Era vivacissimo, tanto da sembrare Spider-man, un supereroe dei cartoni animati, perché con le sue corte zampette si arrampicava agilmente sulle sbarre della sua  gabbietta.                           Lì, si sentivano anche l’odore forte e umido della paglia, quello intenso del mangime e quello sgradevole dell’acqua ferma dove nuotavano pesciolini di varie tipologie, tra cui minuscole carpe e pesciolini rossi.

dal Gioielliere

Proseguendo il nostro cammino, abbiamo avvistato una bancarella diversa dalle altre perché non aveva il tendone: ci siamo stupiti ma, subito dopo, abbiamo scoperto che quella era una scelta mirata dell’ambulante, infatti la luce splendente del sole faceva capolino sulla grande quantità di accessori disposti in modo ricercato, rendendoli affascinanti. Abbagliati dai gioielli, ci siamo soffermati ad osservarli più attentamente: c’era un minuscolo cuscinetto imbottito messo in modo verticale sul quale erano fissati orecchini di vario genere e di diversi materiali: alcuni in metallo: pendenti, perline, clip, anelli, altri  realizzati in stoffa finemente ricamata. Collane personalizzate, decorate con lettere o immagini e braccialetti con inciso nomi erano ben allineati tanto da sembrare un esercito in parata. La signora aveva sul bancone una specie di tavolo da lavoro sul quale poteva tranquillamente realizzare o aggiustare i bijou. Noi abbiamo visto solamente una piccola pinza che serve per applicare le lettere o aprire e chiudere le maglie delle catenelle; gli altri attrezzi erano invece coperti da uno specchio.                     Nella nostra mente si è subito presentata una domanda:                                                “Sarà facile o difficile il lavoro del gioielliere?”                                                                          In un primo momento a noi sembrava facile armeggiare con questi piccoli monili, ma pensandoci bene, occorre avere: mani ferme, occhi da falco, pazienza di Giobbe e tanta, tanta, tanta fantasia; qualità che per ora non pensiamo di possedere.                        Lo sguardo gentile della proprietaria, al trascorrere dei minuti, si faceva sempre più preoccupato e severo. Ad un certo punto, alcuni di noi si sono sentiti prendere per il bavero della giacca; era la maestra che cercava disperatamente di allontanarci dalla bancarella per non avere la tentazione di metterla a soqquadro.                                                                                                                                                Fortunatamente, l’insegnante Giovanna ha tolto tutti dall’imbarazzo dicendo:   “ Venite qui ragazzi. Facciamo una foto!”                            E noi tutti siamo volati a metterci in posa.

Bambini,  baraonda e allegria

Continuando il percorso, Ilaria e Matilde hanno sentito una signora che sottovoce e in modo molto sgarbato diceva:                                          “Cos’ è tutta questa baraonda! ”                                              Quando le nostre compagne ci hanno riferito questa esclamazione, siamo rimasti piuttosto amareggiati e tali parole hanno spento la nostra allegria e la voglia di conoscere un ambiente nuovo.                                                    Fortunatamente non tutte le persone la pensavano così; due signore anziane guardandoci hanno esclamato:                                                        “Come sono carini questi bambini! Che meraviglia! Che idea stupenda hanno avuto le loro insegnanti! Ai nostri tempi …”                                                                                      Mentre eravamo fermi, si è avvicinato il signor pelletteria:                                                “ Venite cari ragazzi, vi mostrerò l’ultima novità in fattoombrelli”.                                          L’ambulante li aveva esposti in fila tanto da sembrare cagnolini al guinzaglio. Essi erano stranissimi, perché avevano la forma di un calice capovolto fatto appositamente per trattenere la pioggia all’interno in modo tale da non bagnare i vestiti o i sedili dell’auto. La spiegazione era stata talmente ricca di particolari che a qualcuno di noi era venuta l’idea di acquistarne uno. Nell’aria si diffondeva l’odore acuto del cuoio di cinture, portafogli e borse. Stavamo mettendoci in fila quando il venditore, scombussolando un po’ i nostri programmi ci ha domandato:                  “Tu a che squadra tieni? Stai bene attento alla risposta.”                    Alcuni di noi hanno detto “Inter” e lui con fare giocherellone chiedeva un euro di pegno perché non era la sua squadra del cuore. A chi invece rispondeva “Milan” faceva i complimenti.

La bancarella dei casalinghi

In seguito, ci siamo soffermati alla bancarella dei casalinghi e il commerciante ci ha affascinato con il racconto della sua vita.                                   “Dovete sapere che alla vostra età ero proprio una peste. I miei genitori infatti hanno deciso di mandarmi in collegio per ricevere una buona istruzione e per mettermi in riga. Purtroppo io, diverse volte, sono scappato. Allora mio papà mi ha detto che se non volevo studiare, dovevo andare con loro a lavorare. E così, a dieci anni, tutti i giorni: pioggia, vento, neve e sole, mi sono ritrovato dietro al bancone e ci sono ancora oggi che sono trascorsi ben 60 anni.”                                                                            Tra i tanti oggetti esposti, la nostra attenzione è stata attirata dalla ” molla che si smolla”, giocattolo antistress fatto a spirale. Ogni cerchio presenta colori differenti tanto da sembrare un arcobaleno.  Alcuni si illuminano al buio, altri invece proiettano su una superficie liscia delle immagini. Questo oggetto può essere usato in vari modi: si può mettere a ponte, inserire una pallina leggera e farla catapultare dalla parte opposta, farlo scivolare giù dai gradini, metterlo intorno al collo come accessorio o usarlo come braccialetto.                                                                                                                        Noi gli abbiamo rivolto questa domanda:                                                                            “I clienti chiedono gli sconti? E lei come reagisce?”            Lui ha risposto:          “A volte lo chiedono a volte no. Sappiate comunque che devo trattare il cliente con gentilezza e cortesia; consigliarlo nella scelta della merce e non perdere mai la pazienza, perché il cliente ha sempre ragione ed è lui che mi dà i soldi per poter vivere. Adesso che vi ho fornito tutte queste dritte, dovete darmi un euro.”     Noi siamo scoppiati a ridere e ci siamo avviati verso un’altra bancarella.

Street Food

Durante il tragitto, sentivamo aumentare il tanfo del pesce e l’odore intenso dell’olio fritto. Seguendo il nostro fiuto, se così si può dire, siamo giunti dal pescivendolo. Il banco su cui era esposta la merce, era diviso in due sezioni: una parte conteneva alimenti fritti, l’altra pesce fresco.       Ad un tratto Giuseppe, in maniera sfrontata e sgarbata, ha gridato:                          “Voglio le patatine!”                                                                                                                                      L’esercente è scoppiato prima in una fragorosa risata e poi, in modo gentile e premuroso, ha soddisfatto la sua richiesta.                                         Da tutti noi sono subito partite voci polemiche perché sapevamo che non era quello il momento di trastullarci ma che anche noi le avremmo acquistate successivamente. Passato il periodo dell’arrabbiatura, siamo stati presi dalla curiosità e lo abbiamo subissato di domande:                                                                                                     “A che ora ti alzi al mattino? Dove vai ad acquistare il pesce? La merce che hai sul bancone è tutta fresca?”                                                                                  L’esercente, dopo aver terminato di servire una cliente, ha risposto a tutti i nostri quesiti.                                                                                                                                   “Alla mattina mi alzo molto presto, intorno alle quattro, per recarmi al Mercato Ittico di Milano; qui devo aspettare che i sanitari eseguano i controlli di routine e poi posso fare i miei acquisti. Verso le sette, arrivo al mercato con il mio furgone e comincio a disporre la merce nei diversi scaffali contenenti il ghiaccio. Quello che vedete esposto è tutto pesce fresco.    Il polpo con il suo tipico color rosa, i suoi enormi tentacoli e le sue super ventose ha catturato i nostri sguardi e subito la fantasia ci ha portato nei profondi abissi marini popolati da una moltitudine di creature. Questo mollusco non era solo ma in compagnia di gamberetti, gamberoni, calamari, orate, merluzzo, salmone e “pesce azzurro” (sardine).                                                                                                                 Pian piano, ci siamo allontanati dirigendoci  verso la bancarella del miele.

La bancarella del miele

Giunti sul posto, le due signore ci hanno accolto con un sorriso affettuoso e hanno risposto in maniera esaustiva alle nostre domande. Abbiamo, quindi, scoperto che allevano le api e che lavorano il miele in modo artigianale nella loro azienda familiare. La più giovane ha continuato dicendo che di varietà di miele ne esistono davvero tante: di castagno, d’acacia, di tiglio, di eucalipto, di corbezzolo, d’arancia;  ognuna ha la sua proprietà curativa e sono diversificate nel colore e nel gusto.                                                Guardando attentamente sul tavolo, oltre ai vasetti di miele, erano stati sistemati sacchetti trasparenti di caramelle; barattoli di vetro a forma cilindrica con sciroppo; spray alla propoli per la gola; pappa reale, usata come ricostituente, e candele coloratissime di forma sferica, cilindrica, attorcigliata per abbellire qualsiasi ambiente.       Una delle due signore, con fare un po’ sospetto, si è allontanata dalla bancarella, è andata sul furgoncino per riapparire poco dopo con piccoli omaggi per noi: si trattava di bustine contenenti miele d’acacia.                                                         Molti di noi hanno ringraziato per il dolce dono e poi … tutti di nuovo in marcia.

Il banco dell’Ortofrutta

Mancava solo una sosta, quella al banco dell’ortofrutta. Subito la nostra vista è stata colpita da un arcobaleno di colori mentre il nostro olfatto dall’intenso profumo dolciastro della frutta e dall’odore a volte delicato, altre aromatico altre ancora penetrante della verdura. Non mancavano di certo le rosse e succose fragole, le enormi arance simili a palle infuocate, pere verdi come il prato della nostra scuola; insiemi di broccoli che sembravano cespugli intricati; carciofi schierati tipo una cancellata, carote appuntite come lance e verze gigantesch        Approfittando dell’esposizione dei prezzi, la maestra Irene in compagnia di Gabriel, si divertiva a sottoporci problemini matematici.        Come potete ben immaginare, anche questo venditore è stato sottoposto al nostro interrogatorio.         Da lui abbiamo scoperto che esiste un enorme mercato ortofrutticolo al coperto a Milano. All’interno di questo ambiente ci sono addirittura strade, percorse da muletti e utilizzate solo dagli addetti al lavoro per trasportare le casse di frutta e verdura sui furgoni di coloro che vanno a rifornirsi all’ingrosso, per distribuire poi ai piccoli negozi o ai vari ambulanti la merce desiderata.

per finire…. I nostri piccoli acquisti

“Evviva!” esclama uno di noi. “Ora finalmente possiamo fare acquisti con i nostri due euro”. “Volete sapere come abbiamo usato il gruzzolo datoci dai nostri genitori?”   “Abbiamo comperato un euro di caramelle e uno di patatine. Degustare saporite patatine e frizzanti caramelle al termine dell’uscita è stato proprio fantastico”.                                                           Cari lettori, speriamo di non avervi annoiato. NOI CI SIAMO DIVERTITI.

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