Machiavelli

Machiavelli  si colloca nel pensiero  filosofico come il padre del pensiero politico, o meglio, il filosofo  che per primo si occupa in termini gnoseologici e dialettici  di quale possa essere l’arte del governo e dell’importanza di avere uno Stato forte ed unito  a capo di una  società civile.

Il suo capolavoro letterario sarà proprio  Il Principe,  opera che lui dedica a Lorenzo de Medici e che si prefigge  di entrare nella storia della letteratura moderna   come l’inizio di una nuova  visione  del tempo, una nuova visione   del sistema societario,  una nuova  lettura  delle leggi e dei principi che dovrebbero stare a capo  di una organizzazione  funzionale, efficiente e garante  di sviluppo  e di  pace.

Machiavelli è un uomo del suo tempo ma consapevole del fatto che le società possono cambiare, evolversi e naturalmente migliorare. E’ un convinto sostenitore di un’Italia  rigenerata, più unita, più forte, più  capace anche nello scenario europeo.

Per raggiungere questi obiettivi si schiera da una parte dello scacchiere, ma per sua sfortuna non  riesce ad avere gli eventi  che meglio lo avrebbero potuto sostenere, evidentemente ancora non maturi. Le varie divisioni e i diversi conflitti di parte  finiscono per vederlo esiliato e senza possibilità  di  ottenere  riconosciuti i suoi intenti vuoi ideologici, vuoi  organizzativi.

Tuttavia Machiavelli una forma di successo riesce ad ottenerla,  ed è proprio quella letteraria/storica/politica; il suo testo diventa un classico della  letteratura  ed il suo stile di pensiero  e di azione  arrivano a meritargli il titolo  omonimo  di machiavellismo.

In sostanza l’autore comprende lo stretto intreccio esistente tra il passato ed il presente, dal quale poi deriverà il futuro; nel passato c’è la storia che non può essere più modificata ma letta e interpretata nelle sue  qualità come nei suoi fallimenti;  se determinati fatti sono accaduti  è perchè determinate condizioni e comportamenti  li hanno permessi e prodotti.  Nel presente c’è la politica, cioè la possibilità tutta nuova  da parte di chi esercita   il dovere/potere  di agire nella maniera meglio profiqua,   limitatamente alle risorse in atto.  Esistono leggi umane e leggi psicologiche ( e non solo giuridiche e legislative)   che  un buon Principe non dovrebbe ignorare e che un buon  Principe dovrebbe sapere  riconoscere  ed applicare.  Lo stesso vale per la società e per tutto quell’apparato burocratico che gira intorno al Principe, che dovrebbe essere messo nelle condizioni di potere dare il meglio di sè.

In altre parole  ogni Stato o regione si causa il Principe che si merita,  in un certo senso, oppure si causa i successi o gli insuccessi che arriva a determinarsi.

Aldilà  dei punti deboli o discutibili  che  senza dubbio  fanno annoverare il Principe  tra i testi  da leggersi con cautela, per via di facili semplificazioni che può suggerire a un lettore  superficiale  e  sbrigativo,  e aldilà  dell’immediato successo  pratico  che in effetti venne a mancare,   Machiavelli,  rivalutato successivamente,   esprime lo spirito dell’uomo ormai maturo e pronto a farsi carico del suo destino, non solo sotto un profilo individuale, ma anche sotto un profilo collettivo.

 

Un pensiero su “Machiavelli

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