6 pensieri su “Il cittadino responsabile

  1. Aida

    Non posso vedere il video perché ho i giga contati, ma l’idea di un filosofo in politica non è male. La politica è costellata da tecnici, economisti, banchieri travestiti da populisti ed avere qualcuno che offre uno spunto migliore potrebbe davvero aiutare a governare meglio.
    D’altronde la filosofia è forse l’unica disciplina che ha saputo dare una spiegazione al perché sia necessario un governo e a come è possibile raggiungere traguardi seri ed oggettivi. Fra tutti i filosofi io purtroppo sono molto legata a Locke ed alla sua politica del Leviatano, soprattutto quando il popolo si ribella se il Leviatano va contro la volontà comune (il mostro formato dalle varie teste, tante quante quelle dei cittadini).

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    1. dallomo antonella Autore articolo

      Ciao Aida, il Leviatano arriverò a trattarlo più avanti. Stofacendo un’analisi della filosofia dalla sua nascita ad oggi, e Locke sarà un passaggio obbligato. Per ora sono ferma ad Aristotele, ma tempo al tempo ci arriverò.
      E’ sempre un piacere sentirti :-)))

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      1. dallomo antonella Autore articolo

        Scusa Aida, per alcuni giorni ho abbandonato la rete presa da altre impreviste incombenze…, ma non mi sono dimenticata di te e della tua idea di essere “purtroppo” lockiana. Non ho capito il purtroppo…intendi dire che “purtroppo” la politica reale è ben lontana da quello che il filosofo si auspica e prefigurerebbe nello scenario sociale reale? Certo, Locke possiamo considerarlo il padre del pensiero democratico che si rivolge al grande pubblico e che soprattutto comincia a pensare all’utilizzo concreto e pragmatico del pensiero in campo politico, ossia per primo traccia uno stretto legame tra l’arte del pensare e l’arte del fare politica, cioè del governare.
        Non c’è dubbio che sarei molto favorevole all’impiego dei filosofi in campo governativo/legislativo, e non c’è dubbio che la stessa filosofia ha una grossa responsabilità nel fallimento diffuso degli stati e delle loro scelte strategiche di governo. Forse che mancano filosofi che sappiano fare sentire la loro voce? O forse gli stessi che già esistono sul campo (mi viene in mente Cacciari) quando ricevono la parola, detta parola è sempre di critica, di contestazione, di amarezza, di….invito a fare di meglio? Direi che è questo anche il loro /nostro ruolo!
        Popper era arrivato a proporre una specie di “patente” che abilitasse all’uso dei media da parte dei suoi creatori/progettatori di programmi; per tutta la vita (ma più che altro da un certo punto in avanti) ha sottolineato l’importanza dell’essere responsabili quando si va in TV a proporre spettacoli che centinaia di migliaia di persone andranno a vedere, rimanendone in qualche modo influenzati. Ha denunciato con tutta la sua voce l’impiego TROPPO VIOLENTO dei media, che si fanno canale di messaggi distorti, malati, istigatori di qualunquismo e assuefazione al male…
        E poi c’è il grande comunicatore Umberto Eco che invece si è divertito alla grande a mettere in mostra l’arte della finzione e della menzogna, dal suo punto di vista con l’intenzione di renderla odiosa, ma credo ottenendo l’effetto di renderla ammirata e celebrata suo malgrado…
        Scusa se mi sono un pò allargata 🙂 ma ho cercato di recuperare il mio silenzio manchevole…Ciao carissima, a presto :-)))

      2. Aida

        Mi sono resa conto che, scrivendo con il tablet, mi si è cancellata la risposta e avrei voluto dirti che ti ringrazio per la risposta.
        Penso a Locke quando parla dei sudditi che possono scindersi e far cadere il Leviatano, che in fondo è formato dalle loro teste. Mi sento di dire che, nonostante quello che la politica attuale fa, nessuno di noi si ribella e pone fine a questo mercimonio. Per denunciare le raccomandazioni nelle aule universitarie è stato necessario un ricercatore londinese, l’italiano che si è suicidato non ha dato seguito ad alcune indagini e mi dispiace soprattutto per quel ragazzo Norman che con la sua lotta ha portato poco o nulla agli scandali universitari.
        Eppure basterebbe che mi ribellassi io, e poi tizio, e poi caio e vedi che il sistema cade, il leviatano si sgretola e viene meno la struttura marcia che abbiamo creato fino ad ora. Ma non si fa, troppi interessi di mezzo ci sono!

      3. dallomo antonella Autore articolo

        Non so se è solo una questione di troppi interessi…ecc. Forse c’è qualcosa anche del nostro essere gente che gira le spalle e va avanti ognuno per i fatti propri; forse è che in fondo pensiamo che sono battaglie perse; forse è che per ribellarsi occorre avere coraggio e avere subito un torto che personalmente riteniamo inaccettabile….insomma, i forse sono tanti e se ne potrebbero aggiungere.
        Effettivamente c’è tanta corruzione, una giustizia lenta che prima di darti ragione ti porta al limite…Locke non la faceva così complicata, ma lui ancora non aveva conosciuto il cancro della burocrazia…
        Penso che non bisogna perdere l’ottimismo, che comunque singolarmente si può fare molto, dando il buon esempio e coltivando sogni.

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