Sai chi sei?

(…) Una volta sono stato ospite di una famiglia. Una sera ero seduto nel loro  giardino; il sole stava tramontando ed era una sera bellissima, silenziosa.  Gli uccelli stavano facendo ritorno  agli alberi  e il piccolo bambino della famiglia era seduto al mio fianco.

Gli chiesi: “Sai chi sei?”. I bambini sono più aperti e sensibili delle persone mature, perchè queste ultime sono già rovinate, corrotte, inquinate da ogni tipo di ideologia e di religione.  Il bambino mi guardò e disse: ” Mi stai facendo una domanda molto difficile”.

Chiesi: “Cosa c’è di difficile?”

Rispose: “Il fatto è che sono figlio unico e, per quanto posso ricordare, ogni volta che viene un ospite, qualcuno dice che ho gli occhi  di mio padre, qualcun altro  che ho il naso di mia madre, qualcun altro ancora che ho il viso di mio zio.  Per cui non so chi sono:  nessuno mi dice mai che ho qualcosa di mio”. (…)

Racconto preso da Osho “Amore, libertà e solitudine”

 

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