Tempo di scrutini

In fase di scrutinio nelle scuole superiori sembra di giocare al totocalcio.

Nelle pagelle (parola desueta che verrà ben presto sostituita con un altro termine)    si leggono 3,4,2, e se va bene un bel cinque.

I docenti se ne fregano, fingono di essere abbattuti, ma non hanno ancora capito che bocciando i loro ragazzi non fanno che bocciare loro stessi e la loro incapacità d’essere stati insegnanti accattivanti.

Certo, non che un maestro possa fare miracoli da solo, per fare un miracolo bisogna essere almeno in due,  ma allora  perchè i ragazzi  preferiscono farsi respingere e finire a buttare via il tempo, piuttosto che  impegnarsi a fare qualcosa?

Tutta quella storia dei tempi nichilisti, per cui i giovani sentono di non avere futuro, e quindi il loro disinteresse sarebbe giustificato, sono tutte balle, a mio avviso.

Un giovane, anche il più  complesso,  non può  non avere interessi.

Il problema è come intrecciare questi agganci con la scuola, con il tempo scuola.

E il gioco sarebbe fatto.

Non pensate?

 

 

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