Archivio mensile:giugno 2013

Scuola del Libro.0 …[ § Pesaro § Urbino ]

Add your thoughts here… (optional)

Ɛ Teaching ....

http://www.controcampus.it/2012/05/seconda-edizione-della-scuola-del-libro-0-a-pesaro/

Seconda edizione della ‘Scuola del Libro.0’ a Pesaro

La Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” ha promosso la seconda edizione de “La Scuola del Libro.0 – Creare, comunicare e distribuire l’e-book”, un corso di aggiornamento professionale che si propone di istruire i partecipanti sulla nuova editoria elettronica, senza trascurare la descrizione dei futuri scenari del mondo della comunicazione.

Il corso, a cui è possibile iscriversi fino al 31 maggio 2012, si terrà presso la Pesaro Studi, sede distaccata dell’ateneo urbinate, e sarà costituito da 48 ore di attività formative con docenti esperti del settore e 20 ore di lavoro individuale che saranno divise in quattro fine settimana nel periodo 15 giugno-7 luglio.

La Professoressa Del Tutto dirige il corso e i coordinatori sono: Gianluigi Montresor,docente di Marketing Editoriale, Emanuela Conti, Professoressa di Marketing e di Marketing Editoriale, e Mario Guaraldi, docente di…

View original post 222 altre parole

L’alfabeto delle ITALIA

Etwinning Project's Weblog

ItALyFrOmAToZ

Art

Michelangelo, Botticelli, Giotto are just a few names of our many Italian artists. Our country is known throughout the world for the wonderful works that can be seen in many cities!

BootsThe shape of our peninsula refers to a boot!

Champions ofworld Well, there is little to say … enough to remember the night of July 9, when the sky above Berlin was painted of Italian blue!

Dante Alighieri Is a famous author from Florence, his work is world famous! The DIVINE COMEDY is studied in schools! Do you?

 

European Union We are part of the European Union! Just like you!

Ferrari In addition to knowing how to run behind a ball we also run with these wonderful racing cars!

Ischia Is a beautiful city on…

View original post 143 altre parole

un puzzle di personaggi: noi

Ecco alcuni degli abitanti di questo villaggio riproposti in formato puzzle…

Come hai fatto, cara collega?   by amentiaverna

Semplice,  con l’arte dell’arrangiarsi!!!

5 Ipotesi per imparare che suggeriscono l’auto-apprendimento

Classroom Aid

By  Terry Heick, TeachThought.com : Five Hypotheses About Learning That Suggest Self-Directed Learning

self-directed learning

In our continuing reading and research on learning–whether we’re looking at project-based learning, problem-based learning, blended learning, or any number of other approaches–we often bump into the idea of self-directed learning.

This is not a coincidence, we believe, as even Dewey promoted the concept of a self-directed and self-sufficient learner. At some point, though, we have gotten away from that idea–calling for self-direction by learners, but only to better function in an otherwise teacher-directed environment.

In contrast to pedagogy, which focuses on the efficient delivery of instruction and content, heutagogy focuses instead on the process of learning itself–how to learn rather than what to learn. In the same link, you’ll see 5 hypotheses from Carl Rogers (1951) about learning that collectively promote the concept of self-directed learning–even in a typical K-20 formal learning environment.

Five Hypotheses About Learning…

View original post 129 altre parole

Nota di chiarimento della Direttiva MIUR sui BES

Speculum Maius

due dita alzate in segno di vittoriaTra le poche (?) voci associative preoccupate, fin dall’inizio [leggi qui, qui e qui], degli esiti disastrosi che una Direttiva frettolosa e contraddittoria poteva portare al già precario equilibrio dell’integrazione scolastica, possiamo rivendicare il nostro contributo all’emanazione della Nota 1551 del 27 giugno 2013 sul Piano annuale inclusivita in cui si specifica:

“Resta fermo che il P.A.I. non sostituisce le richieste di organico di sostegno delle scuole, che dovranno avvenire secondo le modalità definite da ciascun Ambito Territoriale.”

Chiaro e inequivocabile.

Credits: il simbolo utilizzato appartiene alla collezione ARASAAC, by Sergio Palao.

View original post

I sogni rubati dei nostri alunni

  By SabinaMinuto

E’ nato il nostro LOPTIS

Logo IUL

E’ nato il nostro LOPTIS

Una discussione sul cmooc

ReligioneDiversadaFede

Alcuni anni passati intendevo la parola religione nella sua accezione più pura.

Per me la religione era da intendersi come una madre amorevole, distinta dalla filosofia che può tradursi  nella migliore delle ipotesi in un arido pensiero, dove la testa è dissociata dal cuore o può rimanere dissociata da esso.

Mi devo in un certo senso ricredere.

Purtroppo l’integralismo, prima quello cristiano e poi quello islamico,  hanno gettato tale parola dentro un cunicolo oscuro  dove addirittura la parola religio può venire associata alla parola intolleranza.

Ho scoperto che forse è meglio usare la parola fede e non più la parola  religione.

Per essere sincera nemmeno di questa parola mi sento molto sicura; io posso attribuire nella mia coscienza e comprensione etimologica  a tale parola ogni senso benevolo e amorevole,  ma  altri potrebbero intendere per essa una sorte di qualsivoglia credo.

Non sentiamo forse dire a piè di passo  che si può credere in qualunque cosa, vista la nostra libertà di scegliere? Quindi ci può essere chi crede nella scienza, chi crede nello yoga, chi crede in se stesso, chi crede in un qualunque guru  a cui decide di dare tutta la propria fiducia, ecc ecc ecc.

Ma forse, mi verrebbe voglia di ribattere,  la fede è qualcosa di più assoluto, di più specifico.

Decidiamo, giusto per capirci,  che meriterebbe  la parola fede, cioè merita la nostra fede, solo chi o cosa fosse in grado di salvarci, salvaguardarci, renderci o prometterci la felicità.

E  ancora qui qualcuno potrebbe voler fare la parte del diavolo  e sogghignare “Per qualcuno la felicità stà in una sballata, in un giro intorno al mondo, in una scopata, nel vincere al totocalcio….”

D’accordo, ma questa non è la felicità. Può considerarsi l’ebrezza di un attimo, la soddisfazione di un paio d’ore, l’illusione di potere togliersi tutti gli sfizi rimasti  disattesi, insomma, tutti palliativi della felicità, condizioni effimere e transitorie…

L’essere felici nel senso pieno e vero e profondo e indiscusso, siamo seri, è ben altro.

Noi lo sappiamo.

Come potremmo definirla, dunque?

La felicità è il pensare “Per quanto potessi vivere fino alla fine del mondo, non potrei credere e immaginare  di me stessa una condizione migliore di quella che sto vivendo o che ho conosciuto”

Facciamo esempi pratici, che poi sugli esempi concreti ci si capisce subito al volo.

E’ felice o si sente tale una madre che può accudire  il suo bambino tanto desiderato; è felice una donna che può vivere accanto al suo compagno in reciproco desiderio; è felice  una persona che sa di avere raggiunto un traguardo importante; è felice chi ritrova qualcuno di speciale  che credeva d’avere perso per sempre; è felice chi vive in totale pace con se stesso e il suo prossimo…

Come si può vedere si sono descritte tutte condizioni psicologiche/intime/interiori  che ben poco hanno a che fare con le sole condizioni materiali dell’essere (senza nulla togliere all’importanza dello stare bene anche da un punto di vista fisico)

Torniamo al tema della fede.

Cosa centra la fede con questi stati del tutto naturali e affatto astratti o trascendentali?

La fede sta nel legame che unisce il contingente con l’assoluto.

E’ un credo che ci proietta nell’immortalità.

E’ una visione che abbraccia la vita dopo la morte, l’eterno dopo l’attimo.

E’ quella categoria che ci distingue dalla condizione animale, puramente naturalistica.

Anche se poi penso che persino il mondo animale ha una sua nobiltà di spirito assolutamente  incantevole.

E’ la capacità tutta umana di superare il visibile per comprendere e fare proprio l’invisibile.

Aiutatemi a usare parole ancora più suggestive o autorevoli, se lo volete.

Chi ha fede crede in poche parole nell’impossibile. sì, perchè le cose possibili le potremmo fare tutti, più o meno, ma è quando si tratta di concludere cose difficili o improbabili, che allora si sgrana gli occhi.

E’ Davide che riesce a uccidere il gigante Golia con una banale e ridicola fionda; è un morto che viene resuscitato; è un uomo perso che ritorna a credere nella vita.

La fede è per chi ha conosciuto il dolore e dal dolore è stato  trasformato, trasfigurato, compromesso.

Fede dal dolore per la gioia.

Liberazione dal male verso il bene.

Quando scrivi…

 

Quando scrivi usi le parole per emozionare.  Che senso avrebbe altrimenti la scrittura? Una parola detta per obbligo o per circostanza, è una parola ben presto dimenticata, ma quando si scrive e si cattura il proprio lettore, allora si viene ricordati per la nostra vicinanza verso chi ci legge.

Quando ascolti, usi le orecchie  per   apprendere qualcosa  che  possa esserti utile.   Difficile trovare parole che sappiano essere incisive; sono così rare e preziose,  che quando  sentite dovremmo poterle sigillare dentro custodie preziose  che sappiano farcele riascoltare ogni volta ne dovessimo risentire il bisogno.

Quando dipingi, metti al mondo un pezzettino nuovo di te;  questa minuscola creatura non sempre viene come tu la vorresti;  se non convince, la distruggi.  Una volta  per autolesionismo  hai  persino distrutto  creature  di cui hai purtroppo rimpianto la tua capacità d’averle create   per tutta la vita.

Quando leggi, ti riconosci negli altri. E’  meraviglioso ritrovarsi nelle parole altrui come se fossero un poco anche tue. Ci rende simili, vicini, affini, se pur diversi.   Dovresti leggere molto molto di più; date retta a chi ci ripete in continuazione che bisogna sempre leggere  tanto perchè solo in questo modo si impara a esprimersi e a conoscere il mondo.

Quando corri in bicicletta, ti diverti. Il movimento del corpo è la prima pratica da esercitare se si vuole rimanere in buona salute; certo, dovresti allenarti di più, ripenso con nostalgia  a quando correvi come una gazzella, a quando amavi la ginnastica come un prolungamento di te stessa. Un bel corpo è un corpo che sa muoversi con armonia, con creanza, al di là della sua fattura specifica, che può essere lunga o corta, esile o più formosa…

Quando ridi, ridi con la pancia, la bocca, il naso e gli occhi e tutti i muscoli della faccia; immaginate un grasso maiale che si sganascia e che chiunque lo dovesse sentire non potrebbe non fermarsi ad ascoltarlo, mettendosi  lui stesso a ridere… Quello sei tu  che ridi.

Quando piangi, piangi in silenzio; ti ritiri dove nessuno ti possa sentire o vedere, ti piace piangere in solitudine.  Ma ci sono certi pianti  che non si possono tenere solo per sè, ci sono certe lacrime che non possiamo dominare, ci escono ininterrottamente, senza possibilità di controllo alcuno. E  male sarebbe cercare di trattenerle.  Le lacrime lavano via lo strazio, liberano  i pensieri  che non possono essere detti, che abbiamo il pudore di tacere.

Quando sorridi,  diventi gentile; viene fuori la parte migliore di te. Un bel sorriso è come un sorso d’acqua che ci disseta, un fiore che ci profuma, un raggio di luce che ci illumina.

Quando  parli, parli per essere ascoltata. E’ bello ascoltarti. E’ bello sentire la tua voce. La tua voce è come il suono di una presenza vicina, è come sapere d’avere una famiglia, è come un vento caldo che ti avvolge, ti viene voglia di allungare le braccia per afferrare qualcosa, stringere mani, accarezzare volti, partecipare.

Quando urli, a dire il vero molto raramente,  urli per urlare, e urlare e urlare. Perchè altrimenti si dovrebbe farlo?  Si urla per il troppo dolore, per la paura, per la rabbia… e dopo che si è urlato è passato tutto o quasi, e quindi urlare serve, fa bene.

 

(continua)

mosaici